EVENTI PER RIFLETTERE

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A Sarzana si è chiuso il Festival della Mente, a Mantova parte quello della letteratura e a Modena la kermesse dei filosofi. Iniziative inconsuete per chiedersi chi siamo....

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Esiste una alternativa alla vacanza “sessuale”, alle mete ricche di locali affollati e fumosi, agli incontri nelle dark. Nasce e cresce sempre più un circuito ricco di occasioni in cui incontrare altri gay non è solo un fatto di carnalità, ma anche di cervello.
E’ scoppiato negli ultimi anni il fenomeno dei festival “intellettuali”, occasioni di confronto, dibattito, approfondimento. Il varco è stato aperto alcuni anni fa dal Festival della Letteratura di Mantova, che la prossima settimana presenterà l’ottava edizione, ma già le iniziative collaterali di Spoleto, nei suoi anni migliori, costituiscono un ottimo precedente. Si tratta di kermesse che, invece di proporre spettacoli chiassosi, eventi multimediali, esibizioni con fumi e raggi laser, fanno semplicemente parlare chi ha qualcosa da dire, che sia un intellettuale o uno scienziato, un artista o un politico. E le piazze si riempiono sorprendentemente: segno che c’è un’Italia ben stanca della demenza televisiva e desiderosa di sentirsi ancora intelligente.
L’ultimo evento di questo tipo in ordine di tempo è il “Festival della Mente” che si è appena concluso a Sarzana. Negli spazi approntati nella bella cittadina ligure, dal 3 al 5 settembre, scienziati, scrittori, filosofi, politici, matematici, attori e persino sportivi, hanno discusso del tema della creatività. E’ arrivato Edoardo Boncinelli, fisico, esperto di genetica e biologia molecolare, che ha affrontato dal punto di vista scientifico la domanda “Da dove nascono le idee?”. A fargli da contrappunto, nella prima serata, la verve irrefrenabile di Alessandro Bergonzoni ha colorato un’immagine molto originale della creatività. Tra questi due estremi si è snodata una prima edizione del festival brillante, affollatissima, densa di ospiti, tra i quali non sono mancati personaggi che da tempo non hanno fatto mistero del proprio orientamento omosessuale.
L’ultima giornata, infatti, è stata animata da Gianni Vattimo, che insieme con Ekkehart Krippendorff ha discusso dell’arte e della creatività in politica; mentre in serata lo scrittore e saggista gay americano Gore Vidal ha parlato ad una vastissima platea, incalzato dalle domande e osservazioni di Giulietto Chiesa.
Precisiamolo subito: le tematiche glbt non sono state sfiorate. Per fortuna. A meno di non scivolare su banalità come “la creatività dei gay” o “l’origine neurobiologica dell’omosessualità”, sarebbe assurdo voler creare in un discorso sullo spazio mentale un capitolo apposito per l’orientamento sessuale. Confortante o deludente che sia, in questo siamo esattamente come gli etero…
Ciò non toglie che tutto questo sollecita una riflessione relativa al mondo gay: innanzitutto perché è evidente dalla composizione del pubblico che questi appuntamenti riscuotono un particolare interesse tra la popolazione omosessuale. In secondo luogo perché essi costituiscono occasioni di riflessione e approfondimento che, per altri versi, al mondo glbt italiano mancano quasi del tutto. Al di là di alcuni appuntamenti e dibattiti organizzati in occasione dei vari Pride, infatti, è sempre più evidente che al movimento gay, lesbico e transessuale italiano manca la possibilità di riunire in un’unica occasione tutte le sue componenti per riflettere insieme sulle motivazioni fondanti del nostro agire.
Il Festival della Mente appena concluso, quello della Letteratura di Mantova che parte l’8 per finire il 12, o il Festival della Filosofia sul mondo di Modena, in programma dal 17 al 19 settembre, potrebbero essere momenti utili anche agli attivisti glbt, che pure non si occupano direttamente né di creatività, né di scrittura, né di ricerca del sapere; utili perché capaci di far insinuare aria nuova laddove il rischio è quello della fossilizzazione, e perché suggeriscono un modo di ritrovarsi meno dispersivo e più motivante.
In fin dei conti, per chi ha ancora ferie da fare a settembre, l’idea di organizzare un fine settimana in uno di questi Festival potrebbe essere un ottimo escamotage per coniugare una vera vacanza intelligente con la visita a imperdibili città d’arte, e con la garanzia di poter incontrare ogni sera tanti gay e tante lesbiche in contesti piuttosto insoliti per la nostra comunità.

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