FINOCCHI QUOTIDIANI

di

Dopo la chiusura di 'Gaywatch', Daniele Scalise inaugura da oggi una nuova rubrica gay sul quotidiano 'Il Foglio'. Titolo esplicito: 'Froci'.

966 0

ROMA – Comincia parlando della "Stonewall" milanese dei giorni scorsi, la nuova rubrica gay che Daniele Scalise inaugura oggi sul "Foglio". Si chiama inequivocabilmente "Froci", e prosegue l’esperienza interrotta con la cancellazione di "Gaywatch" dalle pagine dell’Espresso operata dalla direttrice Daniela Hamaui. Una cancellazione che non ha mancato di suscitare proteste e polemiche, anche a causa delle motivazioni che l’hanno provocata: «Il pretesto ufficiale (e un po’ incredibile) – racconta Scalise in un’intervista apparsa sul sito del circolo Arcigay Tralaltro – è stato che "un argomento così importante non poteva essere ridotto a una rubrica". La vera ragione è da cercarsi nell’antipatia della direttora per un giornalista (il sottoscritto) che scrive anche su un altro giornale (Prima Comunicazione) che non perde occasione per criticarla. Insomma, sono stato vittima non dell’omofobia ma di una vendetta nel fosco mondo del giornalismo».

Da quel momento è esploso un "tam tam" di solidarietà verso uno dei più autorevoli giornalisti gay italiani («Non me l’aspettavo e dire che mi abbia fatto piacere è troppo poco»). D’altra parte Scalise non si è scoraggiato, ostinandosi a credere che «una rubrica settimanale dedicata ai Glbt sia di fondamentale importanza. Tiene aperto un osservatorio, non fa dimenticare che esistiamo, obbliga tutti a continuare a riflettere, dà forza ai lettori glbt». Così, in breve – giusto il tempo di riorganizzarsi – ecco che Daniele coglie la proposta «dell’unico giornale che mi ha offerto spazi e garanzie: il Foglio di Giuliano Ferrara» e parte con "Froci".

L’esperienza di Gaywatch, prima rubrica dedicata al mondo gay ospitata da una pubblicazione "generalista", costituisce un riferimento importante per parlare di giornalismo gay. Un giornalismo, secondo le parole di Scalise, «povero di mezzi ma ha delle risorse umane e professionali eccellenti», che ha fatto sì che i contenuti omosessuali interessassero sempre più giornali non gay: «I giornali, soprattutto quelli di sinistra, mi sembrano francamente piuttosto attenti e sempre più corretti nel raccontare il mondo omosessuale – racconta ancora Scalise dalle pagine di www.tralaltro.it – Perfino i giornali di destra si stanno adeguando. Non parlo solo del Foglio che è un giornale molto bizzarro, con una direzione legata al centro-destra e una redazione a maggioranza di sinistra, ma anche del Giornale che, in occasione del World Pride pubblicò il più bell’articolo che sia mai stato scritto in Italia da un eterosessuale sulla questione omosessuale. Autore ne era Paolo Guzzanti».

Dopo l’esperienza di Gaywatch, si è avuto anche quella di "Un, due, tre, liberi tutti", la rubrica gay di Delia Vaccarello ospitata ogni 15 giorni dall’Unità, molto apprezzata dallo stesso Scalise. «Delia Vaccarello è riuscita a conquistare uno spazio fondamentale su un giornale che fino a ieri si occupava dei glbt solo nelle grandi occasioni. Le sue sono pagine molto riflessive, piene di spunti».

E a chi crede che non ci siano abbastanza notizie per nutrire una rubrica sul mondo gay, Scalise risponde con la propria esperienza: «Quando scrivevo Gaywatch mi rendevo conto che la mole di notizie che arrivano è incredibile e quel che ne viene pubblicato è solo una minima parte».

Insomma, Scalise traccia un bilancio positivissimo per la sua esperienza all’Espresso: «Dal punto di vista personale Gaywatch è stato molto importante. Dal punto di vista giornalistico e civile credo che sia da rendere merito all’ex direttore dell’Espresso (e ora editorialista di Repubblica) Giulio Anselmi che ha capito subito la necessità di istituire una rubrica del genere». Tuttavia, sulla possibilità di continuare a collaborare con il settimanale, non ci sono dubbi: «Non ci penso nemmeno lontanamente – dice – Non posso lavorare con persone con le quali non si stabilisce un rapporto caldo, di fiducia, di simpatia, di stima. All’Espresso non ci sono riuscito probabilmente per colpa mia. Pazienza».

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...