GAROFANO VERDE, SCENARI DI TEATRO OMOSESSUALE

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Tra Cyrana, Proust e Wilde, un intinerario alla scoperta delle coscienze. Con molta attenzione ai rapporti fra omosessualità e fede. A Roma, al teatro belli, fino al 2...

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30 Maggio 2000. In piazza del Campidoglio i supporters del World Gay Pride manifestano a sostegno della settimana dell’orgoglio omosessuale del prossimo luglio.Nella sala Azzurra del Palazzo Senatorio, il sindaco di Roma Francesco Rutelli, novello “re tentenna” riceve cinque persone in rappresentanza delle associazioni organizzatrici dell’evento. Nella Sala del Carroccio dello stesso Palazzo, l’assessore alla cultura Gianni Borgna presenta la VII edizione della rassegna “Garofano Verde”, prima e principale rassegna di “scenari di teatro omosessuale”. A distanza di pochi metri, sensazioni, aspettative, patrocini, non possono apparire più controversi e contraddittori. Rodolfo di Giammarco, curatore dell’iniziativa, spiega le parole chiavi di questa nuova edizione che propone 5 produzioni e 4 letture presso il Teatro Belli, piazza s. Apollonia 11/a, dal 2 giugno al 2 luglio 2000.

“Non manifesti ideologici, ma il desiderio di scavare nelle coscienze, sondando i misteri della sessualità a volte irretita dalle fedi, dalle religioni, dai sensi di colpa che attanagliano l’uomo come ferite profonde” questa la sintesi del percorso fatta dallo stesso Di Giammarco.

Come? Attraverso un itinerario di autocoscienza che parte da personaggi classici della letteratura, partendo da “Cyrana”, rilettura in chiave femminile del “Cyrano” di Rostand (in scena dal 2 al 7 giugno), Nel racconto sonoro che inaugura la rassegna, “Cyrana”, si parla di amore. Protagonista una ragazza di borgata, con padre ignoto, madre puttana, tracotante e battagliera. Cyrana ha assorbito come carta carbone tutto ciò che i suoi tanti padri (i clienti affezionati della madre) le hanno insegnato. Ma nasconde i suoi sentimenti, anche a se stessa, anche i più profondi che verranno in luce solo grazie all’apparizione di Rossana, un’amica di infanzia, suo ideale di femminilità, di dolcezza, di amore.

Si continua questo viaggio passando per il martirio laico di Oscar Wilde in “Gross Indecency” (I tre processi di O. Wilde) di Moises Kaufman (dal 21 al 25 giugno) che mette in scena l’attacco allo scrittore inglese che segnò l’inizio di una vera e propria stagione del Terrore, che costrinse alla fuga circa 22mila inglesi verso Calais. A seguire, è la volta di Proust, nella serata di lettura de “Il Gestore” di Giorgio Quintini (lunedì 5 giugno), per finire a personaggi sportivi con “Suzanne Lenglen – La diva del tennis”, (lunedì 19 giugno) atleta degli anni ’20, che ci accompagnerà nella riflessione tra libertà e scelte di vita.

A questo itinerario se ne interseca uno ulteriore che esplora la lacerazione tra coscienza personale e spiritualità. Un piano, questo, che inizia dalla forte incomprensione verso il diverso di “Mass Appeal” di Bill Davis (dal 9 al 13 giugno), e sfocia nello spettacolo “L’alibi di Dio” di Francesco Randazzo (dal 15 al 19 giugno), per concludersi poi con due letture. La prima: “La figura nel quadro” rilettura da don Pezzini e Massimo Consoli (lunedì 12 giugno). Agli scritti di uomini e donne credenti di fronte alla scoperta della propria omosessualità e al vissuto che ne discende, si contrappongono letture bibliche di forti amicizie. Una per tutte, come icona: Davide e Gionata. La seconda lettura: “Che cos’è mai questo amore?” liberamente ispirato ad un’inchiesta che alcuni anni fa fece scandalo di Thomas Migge, adattato da Carlo di Maio, otto religiosi raccontano con sofferenza le loro esperienze: la lotta tra l’Istituzione Ecclesiale e la loro “sessualità diversa”.

Concluderà la rassegna quel “Corpus Christi” di Terence McNally ( dal 27 giugno al 2 luglio), che, anni fa, suscitò scalpore a Broadway con polemiche, proteste e manifestazioni da parte di fanatici cattolici che arrivarono a picchettare il teatro. Lo stesso scalpore che lo scorso anno riempì di gente il teatro di Edimburgo. Un testo, questo di McNally che esplorerà un paese, Corpus Christi (Texas), con le sue suggestioni, le sue paure, le sue violenze. Assisteremo agli incontri, ai dialoghi, alle relazioni di 13 amici che con dignità cercano di vivere il proprio sentimento e la propria fede, complici di un omicidio.

L’obiettivo di queste nove proposte romane è suscitare emozioni, sentimenti, consapevolezza. E la sfida di questa VII edizione del Garofano Verde è una sfida contro gli integralismi, ma soprattutto contro l’inutile sconcerto che deriva dall’ignoranza.

Qui puoi trovare il programma completo della rassegna.

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