GAY LIFE 2 – VENETO

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I veneti, gay o meno, sono forse il popolo più riservato d'Italia, poco inclini a raccontarsi o a far parlare di sé, tengono molto alla propria privacy. Padova...

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In Veneto la vita gay si concentra principalmente lungo al direttrice Verona-Padova. E’ in queste due città che si registra la maggiore concentrazione di locali ed occasioni d’incontro, seconda nel Nord-Italia, solo a Milano.

In provincia di Verona, a metà tra Verona e Vicenza, c’è il B-side, una delle discoteche gay più grandi e più frequentate d’Italia, in cui ogni sabato affluisce gente da Milano, da Bologna, da tutto il Veneto ed oltre. In città a Verona troviamo il Romeo’s, disco bar con camerini, moderno, pulito e dall’ambiente accogliente, e la City Sauna, ampia, pulita e molto frequentata, specie la domenica pomeriggio. Come associazioni c’è il circolo Pink, ex-arcigay, ed una delle poche associazioni note in Veneto.

A Padova come discoteche troviamo tra le più gettonate il Why, gay ma con molte lesbiche che convivono senza problemi, ed il Flexo, e come bar gay il Perché No Café.

"ErmesPD" di #gayveneto ci segnala anche il Crash, discoteca aperta da quelli del B-side, il Valkiria, bar lesbico di Padova, ed il Joel, discoteca lesbica a Cittadella.

Oltre queste due città si può trovare a Treviso il Malvasia (entrata con tessera Csen), locale misto etero, ma a prevalenza gay (segnalazione di franco b., alias "ronan_tv").

La città più tolleranti sembrano essere Vicenza e Treviso, molto meno chiuse di quel che sembra a prima vista. Per avere problemi, come dice emiliano d.b., alias vicenza 24 su #gayveneto, "bisogna proprio cercarle" cioè "se uno ti insulta e tu gli dai corda e’ chiaro che te le prendi, no?" come del resto anche se uno è eterosessuale. "Si può dire", racconta sempre emiliano, "che i gay hanno molto più paura di quella che dovrebbero a Vicenza perché la gente è meno chiusa di quel che credono"; stesso discorso vale anche per Treviso.

A Verona e Padova la situazione è di una sostanziale accettazione, dovuta più all’amore dei veneti per la privacy più che raggiunta attraverso un confronto positivo della popolazione con la realtà omosessuale. L’associazionismo gay in queste città, quando è conosciuto, non è considerato molto positivamente dagli intervistati; si va dal "troppo politicizzato" di "PD30" al "mal organizzato" di "ErmesPD" fino all’"estremista ed un po’ settario" di "culettoVI".

Nelle altre città della regione, Belluno, Rovigo e Venezia, si incontra la stessa tolleranza di fatto, non vi sono mai problemi per gli omosessuali anche perché a quanto pare non vi sono omosessuali. Metà degli intervistati si dichiaravano bisex, di questi la quasi totalità veniva da queste tre città. A Belluno e Rovigo mancano luoghi d’incontro ed i gay sono invisibili; non si vedono mai coppie dello stesso sesso per strada. A Venezia-Mestre, dove è prevista a breve l’apertura di un bar, ad una visibilità leggermente maggiore degli omosessuali (uno dei luoghi di "ritrovo" è Piazza San Marco) s’accompagna una maggiore aggressività da parte della gente.

In generale la conoscenza dell’AIDS è delle altre MTS è diffusa, anche se spesso le precauzioni vengono ignorate. Tra gli intervistati si è notato che le pratiche di sesso sicuro erano più diffuse tra coloro che maggiormente avevano accettato e vivevano più liberamente la propria omosessualità, mentre tra coloro che si dichiaravano bisessuali o gli omosessuali che intrattenevano relazioni eterosessuali di facciata si trovano il maggior numero di comportamenti a rischio.

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Potete discutere queste e altre segnalazioni nel

Forum del veneto e verificare i locali nella

Guida

di Riccardo Gottardi

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