GAY LIFE 3 – CAMPANIA

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I gay "c'a pummarola 'n coppa". Una regione che, anche dal punto di vista gay, rivela tutta la sua "napoletanità".

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La vita gay della Campania, se dicendo "vita gay" ci si riferisce alla possibilità di trovare locali omosessuali, è concentrata tutta a Napoli, mentre nelle altre città non vi è nulla.

Guardando più da vicino però si possono notare alcune differenze. Dalle province di Avellino e Benevento alle piccole città della costiera, i gay non esistono, così come nella bassa provincia di Salerno e l’alta provincia di Caserta, che ha però il vantaggio di non essere lontana da Roma. Salerno offre un ambiente più aperto, ed anche se priva di locali c’è molta possibilità d’incontri (battuage sotto lo stadio), "molto prosperosa di gente" secondo faraday21 di #gaycampania. Caserta pure è abbastanza aperta (battuage sotto la Reggia). A Pompei i gay sono molti e sono bene accetti, è un po’ una piccola isola felice, come del resto lo sono molte delle cittadine attorno a Napoli.

Nella città partenopea il grado d’accettazione dei gay da parte della popolazione dipende molto dal quartiere, faraday21 commenta "nei quartieri bassi penso che ti sfottono, se vai al vomero , chiaia posillipo… gente altolocata… l’educazione avrebbe il sopravvento", anche se in assoluto le reazioni peggiori sono risatine e qualche "a froci!". I battuage (centro direzionale), come ci racconta Lello P., alias TECHNOGYM (nella foto), non sono molto sicuri ed a volte vi sono aggressioni.

Si può anche facilmente "acchiappare per strada" come in via Roma o in via Scarlatti che sono "più soft e più sfiziose".

Il cuore della Napoli gay è però una delle piazze più importanti della città, in pieno centro storico: Piazza Bellini.

E’ la piazza gay di Napoli, luogo di ritrovo dei giovani omosessuali, "c’e’ anche chi si bacia" racconta Giovanni F. (konan75@iol.it – nella foto), "anche se ci sono molti etero". La maggior parte dei gay trova che "i ragazzi sono sempre piu’ tolleranti" racconta sempre Giovanni F., "in linea di massima c’e’ rispetto, ma si ha paura lo stesso", mentre per Lello P. la tolleranza è garantita dal fatto che la gente "secondo me non se ne fotte proprio è troppo impegnata per cazzi seri tipo come sbarcare il lunario!"

Quando si arriva ai locali c’è l’imbarazzo della scelta. Il venerdì la più gettonata è la discoteca "Freezer", mentre la domenica sono l’"Excess" e il "Jungle", poi ci sono il "Free time", il "Virgilio", il "Mephisto" ed il "Madison". Inoltre vi è il particolare "Bar B" (ingresso tessera UNO) che è composto da vari ambienti e di giorno è sauna, di notte diventa discoteca; un’altra sauna è la "Blu Angels" (ingresso tessera UNO). Come pub piacciono molto il "Ferdinand Strasse", il "New Age" ed il "Così Così".

La Campania è una delle regioni in cui si è riscontrata la migliore conoscenza dell’AIDS,

Alessandro P. (nella foto) segnala proprio la campagna d’informazione di questi giorni sugli autobus, anche se, come altrove, la conoscenza non porta per forza a pratiche di sesso sicuro. Infatti "a volte alcuni ignorano il pericolo per il piacere di far sesso" come dice Mic27, "la gente non se ne fotte, conosce i rischi ma non se ne sbatte".

Se qualcuno ha avuto esperienze molto positive con le associazioni omosessuali (essenzialmente l’Arcigay di Napoli), come PUROCUORE che raccontandoci la sua storia ci ha detto che "all’arcigay puoi crescere dentro, ci sono molti servizi utili: agedo, telefono amico gay, etc", l’opinione della maggioranza è un po’ diversa. Giovanni F. la ritiene "abbandonata un po’ a se stessa, fa una sorta di telefono amico che puo’ essere utile, per il resto non fa molto – voto 5", mentre altri riassumono la loro opinione dicendo "sò na palla".

di Riccardo Gottardi

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