GAY NELLA SCUOLA. 1) BARI

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Parla la dirigente del Liceo classico Socrate: "Il nostro istituto è aperto tutte le forme di diversità. Ma l'omosessualità è trattata in modo disomogeneo". E dagli insegnanti di...

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BARI – Il Liceo classico "Socrate" di Bari, situato nel quartiere residenziale di Portofranco, nasce nel 1975 come scuola autonoma e oggi conta quasi mille iscritti e settantacinque docenti. I suoi alunni, che provengono tanto dai quartieri residenziali, quanto dall’hinterland metropolitano, si dichiarano aperti ad ogni forma di dialogo con le "diversità" e stigmatizzano il caso dei loro coetanei di Novara che hanno pubblicato in un giornale scolastico un articolo offensivo contro i gay. Li abbiamo incontrati, gli studenti di Bari, con la dirigente scolastica dell’istituto, la professoressa Rachele Tateo, che ha risposto alle nostre domande.

L’attualità innanzi tutto. Come commenta il caso dell’istituto "Nervi" di Novara (clicca qui per l’articolo relativo)?

Non posso entrare nel merito di un fatto che non conosco direttamente e che oltretutto non riguarda la mia scuola. Suggerirei comunque alla stampa, trattandosi di minorenni, di avere a cuore solo il loro interesse.

La vostra scuola è frequentata anche da ragazzi gay?

Da qualcuno sì, che costituisce evidentemente una minoranza.

Avete mai colto atteggiamenti di avversione nei loro riguardi?

Mai, né spontanei né determinati da situazioni contingenti. La nostra scuola è aperta a tutte le forme di diversità, che possono riguardare le opinioni politiche, la cittadinanza, il colore della pelle, le preferenze sessuali, la salute mentale, gli handicap.

Vi siete mai occupati apertamente, con seminari o lezioni collettive, delle diversità legate al sesso?

Non lo abbiamo fatto specificamente. Per il momento, abbiamo delegato il problema ai singoli insegnanti, che hanno affrontato il tema in modo disomogeneo. I professori di religione, in particolar modo, hanno cercato di coinvolgere gli studenti in una riflessione ampia sul senso generale dell’amore, del rispetto dell’altro e così via. L’omosessualità rientrava in questa prospettiva di senso e, all’interno di questa prospettiva, è stato fatto riferimento alla morale cattolica e alla posizione della chiesa sull’argomento.

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