GAY NELLA SCUOLA. 7) TORINO

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Liceo classico 'Cavour'. La preside: "Abbiamo affrontato tematiche gay grazie agli studenti della sinistra giovanile". Perché i dibattiti vengono promossi sempre dai ragazzi, mai dalle istituzioni?

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Il Liceo classico "Cavour" di Torino, fondato intorno alla metà degli anni sessanta del secolo scorso, è uno dei più importanti istituti storici del capoluogo piemontese. Accoglie circa 900 studenti e 70 insegnanti con prevalenza femminile e negli anni ha consolidato la propria fama di scuola sobria e rigorosa.

Abbiamo avvicinato la dirigente scolastica del liceo "Cavour", prof.ssa Bonfante, ed un gruppo di studenti, che hanno risposto alle nostre domande.

Quali e quanti sono i percorsi dell’offerta formativa che distingue la vostra scuola?

Numerosi e tutti molto qualificati: oltre ai percorsi formativi tradizionali, la nostra scuola affronta temi di attualità, dalla giustizia alla guerra, collabora con l’Istituto storico della Resistenza, organizza con la ASL incontri sulle tematiche sessuali, sul fumo, sull’alcolismo. Infine, c’è la parte dell’orientamento universitario.

Un’offerta formativa ricca, indubbiamente. Avete in programma anche il tema dei diritti civili e delle diversità?

Non direttamente. Progetti formativi di questo genere non sono stati ancora sviluppati dalla scuola.

Avete mai affrontato problematiche omosessuali?

Sì, grazie all’input fornito da alcuni studenti della sinistra giovanile molto interessati a queste problematiche, è stato organizzato un incontro per approfondire e conoscere la cultura omosessuale.

Come giudica quell’incontro?

Proficuo. Ritengo che la scuola non debba essere solo un luogo di formazione tecnica, ma debba preparare gli studenti a ragionare e a comunicare con gli altri. In questo senso, ritengo indispensabile poter indagare qualsiasi argomento in modo intellettuale distaccato.

Cosa intende per "qualsiasi argomento"?

Quello che ho detto. Intendo dire che la scuola può occuparsi serenamente di tutto, rimanendo nel limite della decenza. Il discrimine, secondo me, è dato dalla serietà con cui si affrontano le questioni. Se lo scopo è quello di conoscere, è doveroso affrontare intellettualmente qualunque argomento. Se lo scopo è altro, è doveroso fermarsi.

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