GAY, SPOSI D’EUROPA

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La storia di Antonio Garullo e Mario Ottocento, che se ne vanno da Latina fino in Olanda, per potersi unire in matrimonio. Basta prendere la residenza nel paese...

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«Il momento in cui ci sposeremo sarà estremamente intimo, ma anche pubblico: un passo in avanti in quella marcia che è cominciata a Roma, due anni fa».

Antonio Garullo non vede l’ora di poter sposare il suo compagno, Mario Ottocento. E presto lo farà. Non in Italia, purtroppo: per potersi vedere riconosciuto il diritto a stipulare una unione come tutte le coppie "normali", i due ragazzi di Latina devono andare in Olanda, dove Mario ha già preso la residenza da pochi giorni, per poter approfittare della legge di quel paese, unica al mondo, che istituisce il matrimonio per coppie dello stesso sesso. Legge entrata in vigore il primo aprile dello scorso anno e della quale per la prima volta si servirà una coppia italiana. Con l’obiettivo, naturalmente, di battersi poi qui da noi per vedere riconosciuto quello che in Olanda non si fa nessuna difficoltà a riconoscere: che due uomini possano formare una famiglia a tutti gli effetti.

Mario e Antonio, 29 e 37 anni rispettivamente, stanno insieme da più di sei anni. Convivono, gestiscono insieme un’attività artigianale di produzione e vendita di ceramiche artistiche nel centro di Latina, e sono una delle coppie gay più visibili in Italia, non fosse altro che per il fatto di essere stati ben due volte ospiti del salotto più famoso della nostra televisione, quello di Maurizio Costanzo, anche per ribadire il loro desiderio di riconoscimento contro Francesco Storace, presidente An della Regione Lazio, autore di una criticatissima legge sulla famiglia che discrimina le unioni di fatto.

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