GAY VILLAGE PER TUTTI

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Lo spazio zen al Testaccio di Roma accoglie ogni giorno centinaia di omosex e moltissimi etero, all'insegna dell'integrazione. Con un ottimo programma di video, musica e teatro. Ecco...

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ROMA – Tremila presenze a serata e un cartellone artistico di tutto rispetto sono gli ingredienti di successo del cocktail Gay Village che sta dissetando e animando le afose notti dell’estate romana, strappandole dalla noiosa routine di una tv accesa.

Il Gay Village ha dato una bella lezione a tutti quei moralisti imbottiti di pregiudizi che gridavano allo scandalo. Gli abitanti di Testaccio partecipano con la curiosità e la cordialità che da sempre contraddistinguono questo quartiere multiculturale. Ma la grande novità – e la vera vittoria di Imma Battaglia e degli organizzatori tutti – consiste nella concreta applicazione di quello che non è rimasto uno slogan solo sulla carta, il Gay Village: un luogo esclusivo che non esclude nessuno.

Forse neanche gli addetti ai lavori si aspettavano una presenza tanto massiccia di etero, ma non sta qui il punto: passino gli etero spinti dal vento della curiosità, ma tutti quei bambini accompagnati dai genitori, che ci fanno in giro per gli stand? Si guardano attorno con occhi rapiti, forse pensano che il paese dei balocchi esista davvero. E tra un giro al castello animato delle mille e una notte e un bel gelato mangiato al fresco polentino di Roma, rimangono incantati al passaggio dei Karma B, che, camminando su grandi trampoli, accolgono la folla che si accalca all’entrata, ricordando delle figure circensi, e con loro il divertimento è assicurato.

Fermiamo Paola Loccisano, 36 anni, che cammina con aria sbarazzina tra gli stand. Capelli cortissimi biondo cenere e il marito Diego al suo fianco, che legge con attenzione il materiale distribuito dall’info point sul GayThon per sostenere il progetto delle Famiglie Alternative. «Hanno messo su davvero un bel ambientino – ci dice Paola – all’inizio non sapevamo se lasciare nostra figlia Elisa di sei anni a casa con i nonni o portarla con noi, alla fine abbiamo optato per la seconda ipotesi, e devo dire che abbiamo fatto proprio bene». Sono le 18:00 ed Elisa ora è troppo impegnata sullo scivolo blu del Castello delle mille e una notte per concederci un’intervista, ma siamo sicuri che spenderebbe una buona parola per la ragazza dello staff che la sta facendo volare su e giù da quello scivolo con estrema attenzione.

Siamo al tramonto, le atmosfere zen del Gay Village, si tingono di un rosso vermiglio, e le coppie di etero con bambini al seguito conquistano l’uscita per lasciare il passo alla notte di Valerio M. e Simone T. che si baciano tenendosi per mano, e raccontandoci che nella vita fanno le commesse all’Odeon e la sera corrono qui appena staccano: «Che vuoi con questo tempo matto non ci sentiamo di andare in ferie e poi qui con 15 Euro alla settimana ci prendiamo la nostra vacanza giornaliera, lei» e ci indica Simone al suo fianco «è una patita del fitness, quindi stacca anche prima per stare qui alle 17 e dedicarsi un po’ al suo corpo, e i risultati si vedono, ma non lo vedi che muscolacci?».

Anche Luana, 22 anni, è una fanatica del fitness ma questa sera è qui soprattutto per il concerto, nel frattempo cerca di far breccia su qualcuna con lo sguardo languido, mentre la sua amica Francesca sta infilando la mano nella camicetta di Erica, per sistemarle una bretellina, gesti dettati dalla naturalezza, poi scoppiano a ridere sentendosi un po’ osservate, ma colgono l’occasione al volo per schioccarsi un grande bacio sulla bocca. Forse la piccola Elisa a questo punto guarderebbe con aria interrogativa mamma e papà, ma sono le 23 e a quest’ora Elisa dorme e il Gay Village può dare inizio alle sue danze.

Il programma prevede tantissime iniziative, a cominciare da GAY EYE la rassegna di video inaugurata il 12 agosto da Leo Gullotta, in programma dal lunedì al mercoledì di ogni settimana fino all’11 settembre. Il programma è diviso in cinque sezioni monografiche, di cui la prima è stata dedicata al rapporto con l’infanzia "COME ERAVAMO", la seconda all’identità e alla sua trasformazione "COME VORREMMO", e la terza alla famiglia "LA FAMIGLIA", la quarta all’amore "LA VERITA’ VI PREGO SULL’AMORE", l’ultima ai film che appartengono alla storia del cinema "D’AUTORE". Ecco i prossimi appuntamenti:

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"COME VORREMMO"
Ovvero il rapporto con la propria identità

Martedì 20 agosto – "La mia vita in rosa", di Alen Berliner (BelgioFranciaSvizzera-Gb – 1997 – 82′). Il piccolo Ludovic si sente un "bambino femmina", si veste da principessa e sogra di sposare il maschietto della porta accanto suscitando reazioni indignate da parte di tutti.

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