HONOLULU, DOVE ESSERE GAY E’ ROBA DA RE

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Balli, massaggi, cerimonie sulla spiaggia. Vaggio nel paradiso delle Hawaii, l’unico stato americano in cui l’omosessualità non solo è da sempre tollerata ma fa addirittura parte della tradizione...

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Tutti sanno che il tipico benvenuto nelle isole della Polinesia è la corona di fiori che giovani indigeni mettono al collo dei turisti appena scesi dalla scaletta dell’aereo. Le ragazze si dirigono verso gli uomini e i ragazzi verso le donne, ma non è una regola: andate pure verso un bel giovane abbronzato e muscoloso e lui con un sorriso vi incoronerà come gradito ospite di Honolulu.

Siete nelle Hawaii, l’unico stato americano in cui l’omosessualità non solo è da sempre tollerata ma fa addirittura parte della tradizione e della cultura locali.

Esistono infatti canzoni (mele) e balli (hula), tuttora interpretati e la cui origine si perde nei tempi, che descrivono i rapporti uomo-uomo e donna-donna come momenti della vita di tutti i giorni. E con il termine di “aikane” si indicavano le relazioni omosessuali all’interno della famiglia reale, che erano considerate tanto importanti e onorevoli, da essere ostentate con vanto di fronte ai primi esploratori delle isole.

Quasi cinque secoli dopo, le Hawaii, 50 ª stella della bandiera americana, è uno degli stati con la legislazione piú avanzata in materia di diritti degli omosessuali e Honolulu si è trasformata in un paradiso gay.

Nella capitale, che si trova sull’isola di Ohau una delle cinque isole maggiori che compongono l’arcipelago hawaiano, vive circa l’80% della popolazione, un misto di razze e popoli in cui i tre gruppi etnici principali sono i polinesiano, l’europeo e l’asiatico. Qui, lungo la famosa spiaggia di Waikiki si puó godere di una vera e propria metropoli, i cui grattacieli e negozi non hanno niente da invidiare a quelli di New York o Los Angeles, in un paesaggio puramente tropicale in cui le palme di cocco arrivano fino alla riva del mare.

Il mare è appunto la maggiore attrattiva dell’isola. A un paio di chilometri da Waikiki c’è Diamond Head, una suggestiva baia sotto un faro frequentata dai gay che vogliono godersi, lonatno dalla folla, il rumore delle enormi onde dell’oceano. Chi invece preferisce l’atmosfera trendy e pettegola, la spiaggia gay per eccellenza è Queen’s surf, dove, nonostante il nome, a sfrecciare sulle tavole a vela ci sono possenti ragazzi piú simili a tritoni che a regine.

Oltre al wind-surf, gli amanti dello sport possono praticare immersioni grazie a Taking the Plunge, una compagnía gay che affitta l’attrezzatura e offre escursioni sottomarine e corsi per principianti, oppure salpare con il Rainbow Charters, uno yacht con equipaggio lesbico, per raggiungere baie e spiagge a cui si puó accedere solo dal mare.

La vita gay hawaiana non si limita peró alle spiagge. Nel pomeriggio si puó passare per l’In Between dove si puó sperimentare l’estrema ospitalità degli hawaiani e magari incontrare qualcuno che vi faccia provare il piacere di un “lomilomi”: un massaggio fatto con tutto il corpo!

Una meta imprescindibile è l’Hula Bar & Lei Stand, un disco bar sulla spiaggia che è il punto di maggior concentrazione dei turisti gay venuti ad assistere al tipico “hula” il ballo sexy eseguito da marcantoni in gonnellino di rafia. Per chi preferisce spettacoli piú occidentali, non rimarrá deluso dai go-go boys dell’Angles Waikiki.

Per concludere la notte, tutti al Fusion, la discoteca gay piú frequentata dell’isola dove a fare gli onori di casa sono i “mahu”, i tradizionali travestiti dell’antica era hawaiana, una specie di drag-queen prima maniera.

La magia gay di Honolulu non è peró nei suoi locali, ma nell’atmosfera di cordialità e di simpatia che accoglie il turista, nonché, ovviamente, nello spettacolo naturale che lascia senza fiato.

Le Hawaii sono lo scenario perfetto per una luna di miele e anche se l’unione tra persone dello stesso sesso non è ancora riconosciuta (la Suprema Corte ne sta valorando la costituzionalità) chi desidera puó celebrare un matrimonio polinesiano in piena regola. L’Aloha Lambda Wedding, infatti, organizza cerimonie gay sulla spiaggia o nella foresta, con tanto di limousine, fotografo e festa conclusiva con gli sposi vestiti da hawaiani che ballano la “hula” nuziale.

Per ulteriori informazioni su Honolulu, è utile il sito www.honolulu.hi.us. Gli eventi gay sono aggiornati continuamente in www.gayhawaii.com o nel sito dell’Associazione Omosessuale Hawaiana.

Esiste anche una pubblicazione on-line che si trova al www.rainbowhandbook.com.

di Silvio Ajmone

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