I GAY SPOSATI

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Sono tanti. Alcuni si stancano della doppia vita. Ma non sanno come dirlo a moglie e a figli. A cosa vanno incontro? Rispondono un avvocato, uno psicologo e...

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La lettera che un lettore di Gay.it ha scritto alla nostra jena Fabio Canino (clicca qui per leggerla) descriveva l’angoscia di un uomo sposato che non se la sentiva più di ‘fingere’ ma non sapeva come fare per confessare alla moglie e ai figli la propria omosessualità. Questa lettera ci ha spinto a dedicare spazio alla delicata tematica, e cercare di capire che cosa può comportare il ‘coming out‘ da sposati, a livello non solo psicologico, ma anche legale. Cosa accade quando un matrimonio (magari con figli) rischia di sfasciarsi perché lui (o lei) decide di non vivere più una doppia vita, di uscire allo scoperto e dire: mi piacciono le persone del mio stesso sesso? Quali possono essere le conseguenze, legali e psicologiche? Lo abbiamo chiesto a tre esperti nei diversi campi: l’avvocato Ezio Menzione, lo psicologo Luca Pietrantoni, lo psicoterapeuta Maurizio Palomba. Ecco le loro risposte.

EZIO MENZIONE, Avvocato

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Per quello (o quella) che pur sapendo di essere gay si sposa e poi si trova nei guai, potremmo cavarcela dicendo: ben gli sta, doveva pensarci prima, invece di nascondersi dietro un matrimonio spesso di comodo; se non sapessimo che il matrimonio per molti gay è l’ultimo, penoso baluardo psicologico, più o meno inconscio, per non fare i conti con la propria natura.

Poi c’è il fatto che assai spesso gli orientamenti, al momento del matrimonio, sono ancora assai incerti e la chiarezza e la consapevolezza vengono dopo, e non è giusto che uno si trovi penalizzato per un’intera vita.

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