IL SIRENETTO VENUTO DAL VENTO

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In una serata che minacciava fulmini e pioggia, è stato incoronato Mister Gay Alessandro, 21 anni, bello fuori e dentro. E tacciano le male lingue: se l'è meritato....

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VIAREGGIO – Gaia e spumeggiante si è conclusa ieri sera la finale del concorso di Mister Gay Italia 2004: agli altari della Gloria è assurto, rombi di tuono e scrosci di vento, Alessandro Tamburrino, 21enne da Alessandria, selezionato al Virgo di Genova. Sorprendendo tutti.

Perché si sa questi concorsi sono anche peggio del bar della Luisa: tutti dicono di sapere in anticipo chi sarà il vincitore, che è tutta una presa in giro, che un loro amico ha saputo dal ragazzo del fonico che l’assistente del presentatore ha sussurrato all’orecchio di un giurato il cognome di un concorrente, che quello si è fatto la plastica e quell’altro mezza giuria. Nomi che corrono e cognomi che inseguono, il pettegolezzo è un must e diciamolo, piace.
Eppure, ha vinto Alessandro, eletto parimenti dalla giuria di qualità, dal televoto e dal pubblico in sala: le voci tacciano, le mani applaudano. I gay italiani da oggi possono fieramente sentirsi rappresentati da questo ragazzo dal sorriso dolcissimo, serenamente dichiarato, bello fuori e bello dentro, che ha dedicato la vittoria al suo “ex” presente in sala (e non per ripicca, maligne!) e ha deciso di consegnare l’intera somma vinta (3.000,00 euro) alla madre “per ripagarla di tutto quello che ha fatto e fa”. E scusate se è poco!

Vanno poi assolutamente citate le damigelle d’onore, vale a dire il secondo e il terzo classificati: nell’ordine, Luca Rocchi, 27enne di Ravenna, già Mister Thermas, e Leonardo Cerri, 33enne di Massa, Mister Mamamia. A loro ricordiamo che anche la Sofia l’è arrivata seconda: e guardate dov’è adesso! Già, a proposito dov’è?
Erano tutti un po’ preoccupati per la serata. Viareggio nel tardo pomeriggio di ieri è stata spazzata da due bei temporali estivi. Per carità: il forte vento ha scacciato l’afa, ma tutte le parrucche che giravano ieri sera hanno rischiato grosso, a cominciare da quelle della Cesira, che nel corso della gara è comunque riuscita a sfoggiare dapprima una cotonata castana abbinata all’abito abat-jour in paillettes dorate, poi una corta nero corvino in tono al lungo abito rosso. Cose da far crepar d’invidia la Carlucci.

Per non parlare di tutti i fotografi, sponsor, cameraman, uffici stampa, giornalisti più o meno accreditati, PR e consulenti d’immagine che hanno dovuto fare a pugni con il tempo malevolo per poter avere anche solo una foto dei ragazzi.
Per Grazia Ricevuta, alle 23.00 ha avuto inizio la gara e tutto è filato come doveva. I concorrenti hanno prima sfilato di fronte al pubblico e alla giuria in “abiti civili”; quindi hanno regalato agli astanti il piacere di un defilée in completo Eros Veneziani, cioè proprio quei completi che non si riesce mai a capire se uno sta meglio con o senza.
La parte più temuta da tutti i ragazzi è stata oltre ogni dubbio la famigerata intervista. Volendo saltare a pie’ pari le solite trite domande stile Harmony o peggio ancora quelle a sfondo sessuale (dette “a saliva zero” per l’effetto che procurano in chi se le sente rivolgere), i giurati hanno spaziato dalla cultura generale alle domande personali, dal PACS alla depilazione, dall’abbronzatura integrale alla discriminazione.

Certo sarebbe bello se per una volta fossero i giurati a passare sotto il giogo dell’intervista: per esempio, si sarebbe potuto chiedere ad Ivan Cattaneo dove si era procurato quei deliziosi zoccoli di gomma arancione che con il completo nero davano spettacolo e facevano un po’ acqua alta. O alle diverse rappresentanti nobili della giuria, Regina Miami, Marchesa e Regina Satariano, se si erano accorte che i Savoia sono tornati in Italia, ma la monarchia ancora no (certo a queste signore si perdona tutto, di sicuro per la classe). O al presidente della giuria Onorevole Franco Grillini se è da molto che non parla alla Camera dei Deputati, visto come ha difeso strenuamente il controllo del microfono per tutta la serata. Ovvio che nessuno risponderà mai: ma la cattiveria fa da sé!
Serata deliziosa, simpatica e apprezzata: il patron Corrado Fumagalli non deve rimproverarsi nulla e credo possa dirsi soddisfatto. Anche il pubblico lo era: anche se dopo tanta bellezza, ritornare a casa è parso a tutti un po’ triste. A quando il calendario?
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