IN ITALIA CONTRO L’ODIO

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Presentato a Roma il calendario degli eventi legati alla Giornata Mondiale contro l'Omofobia. Dal 'Pacs Day' nella Capitale, al Gay Pride di Milano. In uno dei paesi più...

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ROMA – Rifiuto della diversità, violenza, dileggio, calunnia, repulsione. L’Italia è ancora “il buco nero d’Europa per quanto riguarda i diritti”: le associazioni gay e lesbiche del nostro Paese si mobilitano per una campagna unitaria che porterà in piazza nelle prossime due settimane decine di migliaia di persone. Da oggi, giornata internazionale contro l’omofobia, fino al 4 giugno, data del ‘Gay pride’ a Milano, sarà un fiorire di manifestazioni, concerti, dibattiti, feste e iniziative a Roma, Bari, Catania, Piacenza, Padova, Verona e in altri centri minori.
Il programma della nutrita serie di eventi è stato presentato a Roma dal presidente onorario di Arcigay e deputato Ds, Franco Grillini e, tra gli altri, da Julia Pietrangeli di Arcilesbica nazionale, Rossana Praitano, presidente del Circolo Mario Mieli, Sergio Lo Giudice e Fabrizio Marrazzo, rispettivamente presidente nazionale e presidente romano di Arcigay, Imma Battaglia, leader dell’associazione DìGay Project. Presente anche il giornalista Alessandro Cecchi Paone.
“Sulla parità dei diritti delle persone omosessuali siamo ultimi in Europa“, ha detto Grillini sottolineando che “l’Italia è l’unico tra i grandi paesi europei a discriminare gay e lesbiche nelle loro relazioni affettive e familiari”. E dunque il fitto calendario di iniziative ha l’obiettivo di “affermare i diritti delle persone omosessuali e sfidare quella parte anti-libertaria, arretrata e clericale della classe politica italiana”. Si comincia oggi, prima giornata internazionale contro l’omofobia, con una serie di manifestazioni in ricordo del 17 maggio 1990, giorno in cui l’Assemblea generale dell’O.M.S. ha depennato l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali: un volantinaggio in Piazza di Torre Argentina a Roma, proiezioni di film, dibattiti pubblici, affissioni di manifesti e la presentazione di un dossier dal titolo “L’Italia omofoba” che raccoglie gli episodi di intolleranza riportati dalla stampa negli ultimi sei mesi.
Venerdì 20 maggio si terrà nella sala della Protomoteca in Campidoglio il convegno “Venti di libertà: 20 anni di Arcigay” dedicato al ventennale della nascita dell’associazione fondata a Bologna nel 1985. Tra gli interventi previsti, quelli del presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra, di Mariella Gramaglia, assessore capitolino alle Pari opportunità e di Nicola Zingaretti, capogruppo della delegazione italiana del Pse nel Parlamento Europeo.
Sabato 21 maggio alle 11,30 sarà celebrato, sempre nella Capitale, il ‘Pacs day‘, la giornata del patto civile di solidarietà oggetto di una proposta di legge presentata da Grillini: decine di coppie gay, lesbiche, ma anche eterosessuali saranno simbolicamente unite in ‘patto civile’, in presenza di consiglieri comunali provenienti da diverse città italiane. Non casuale la scelta del luogo: piazza San Lorenzo in Lucina dove poco più di un mese fa due ragazzi gay sono stati picchiati semplicemente perchè passeggiavano mano nella mano. E proprio tenendosi per mano le coppie partecipanti e i rappresentanti delle associazioni si dirigeranno in Campidoglio dove nella sala del Carroccio si discuterà dell’emarginazione sulla base di testimonianze dirette.
Due settimane dopo, sabato 4 giugno, decine di migliaia di persone sfileranno nel pomeriggio a Milano per la manifestazione del gay pride nazionale. Slogan dell’evento sarà “Pacs, patti chiari e amicizia lunga”.
“L’omofobia ci costringe a fare della nostra vita privata un fatto pubblico”, ha affermato Imma Battaglia mentre la Pietrangeli ha sottolineato come l’atteggiamento di rifiuto e discriminazione di tante parte della società “determini autosvalutazione e sensi di colpa” qualificandosi come “una forma odiosa di razzismo”. Rossana Praitano ha ricordato con stima Nicola Calipari, che “dieci anni fa si dimostrò sensibile ai nostri diritti”.
Cecchi Paone ha messo in guardia tutti: “diffidate – ha affermato – di chi dice che l’Italia è un paese aperto, tranquillo e tollerante. Non è vero, è il paese in cui è più difficile nell’occidente civile essere omosessuali. Da quando io stesso ho fatto coming-out ricevo migliaia di mail che raccontano difficoltà personali e sofferenze, a scuola, in famiglia, nella società in genere, un campionario impressionante di arretratezza e ferocia. Bisogna che la legge sul patto di solidarietà sia approvata al più presto. Finche non c’è siamo e restiamo un paese omofobo”.
Tutti i rappresentanti delle associazioni hanno poi espresso la volontà di appoggiare tutti i referendum abrogativi sulla fecondazione assistita.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

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