INSIEME AI GAY DI POLONIA

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Nel paese del Papa la situazione degli omosessuali non è rosea. Aggressioni, ipocrisie, omofobia del governo. Ma qualcuno si ribella: e nasce il Festival della Tolleranza.

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PISA – Tra i nuovi paesi che sono entrati recentemente nell’Unione Europea, la Polonia è certo uno di quelli in cui i diritti gay hanno più difficoltà ad essere riconosciuti. E’ un paese in cui nel 2000 il premier Lech Walesa sosteneva su gay e lesbiche che “quella gente dovrebbe essere curata” e dove nel 2003 l’associazione KPH non è riuscita ad affiggere i manifesti della sua campagna contro l’omofobia perché non solo gli spazi pubblici sono stati negati senza motivo, ma anche pagando quelli privati non si è trovato nessuno disposto ad eseguire materialmente l’affissione: meglio morire di fame che prendere soldi dagli invertiti. Infine l’anno scorso, durante la prima edizione del festival dedicato alla cultura glbt “Culture for Tolerance” un gruppetto di estremisti di destra hanno attaccato le persone che sfilavano pacificamente per le vie di Cracovia, picchiando alcuni malcapitati.

Insomma, la Polonia non sarà proprio il paradiso dei gay, ma c’è da dire che le associazioni locali non si scoraggiano. Anzi. Dal 21 al 24 aprile prossimi si svolgerà la seconda edizione di “Culture for Tolerance“, ancora più ricca della precedente. Gli organizzatori, cioè gli iscritti di Cracovia all’associazione Kampania Przeciw Homofobii (KPH, Campagna Contro l’Omofobia), non si sono lasciati intimorire dagli attacchi, ma puntano ai risultati positivi raggiunti: «la partecipazione lo scorso anno è stata superiore a ogni nostra aspettativa – affermano – Questo ci ha convinto ancora di più che il festival è una occasione che è necessario ripetere».

Durante questa seconda edizione sono stati programmati una serie di eventi importanti: convegni, mostre fotografiche, visite al campo di Auschwitz, proiezioni di film, concerti, e naturalmente feste in discoteca e la marcia finale.

Una particolare attenzione sarà riservata all’universo femminile. La mostra fotografica sarà dedicata a “Donne che parlano di donne” per segnare il contrasto con cui la donna viene rappresentata normalmente dallo sguardo eterosessuale. Inoltre, per il primo anno, sarà allestito un apposito spazio, chiamato “Ladyspace” riservato alle donne omo e bisessuali che desiderano discutere e scambiare riflessioni ed esperienze. Allo spazio ha già confermato la sua presenza il gruppo di artiste di Varsavia W.A.G.I.N.A….

Naturalmente nel contesto politico e sociale in cui opera, lo sforzo organizzativo necessario al successo dell’impresa è enorme. Anche da un punto di vista economico. Per questo gli organizzatori chiedono un sostegno finanziario anche piccolo a tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo dei diritti glbt in Europa: «Siamo una organizzazione di interesse pubblico – specificano – Vuol dire che secondo la legge polacca dobbiamo essere assolutamente no-profit. Questo dà la certezza assoluta che i soldi che vengono donati sono usati interamente per l’organizzazione del festival. Tutti gli organizzatori sono volontari e non ricevono alcuno stipendio».

Le donazioni possono essere fatte presso le seguenti cooridnate bancarie:

Banca: BISE S.A.
numero del conto: IBAN PL42137010370000170640748002
Codice Swift: BISPPLPW
Indirizzo della banca:
ul. Dubois 5A
00-184 Warszawa
POLAND
Per: Campaign Against Homophobia
ul.Nowolipie 13/15
00-150 Warszawa
POLAND
Aggiungete: ‘Culture for Tolerance’ (da non dimenticare!)

Oppure via internet a questo indirizzo http://tolerancja.gej.net/help.html

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