LA NOTTE DELLA GAYSTREET

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Grande festa a Roma. Senza disordini. Ecco chi c'era e cosa è successo, nel reportage di un cronista provocatore come Fabio Canino e nel servizio di un fotografo...

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Sembra incredibile (per l’Italia, sia ben chiaro!) ma sono riusciti ad inaugurare la seconda gay street Italiana! Più precisamente quella di Via Verri a Roma. Dico ci sono riusciti perché i promotori (l’editore Fabio Croce e l’imprenditore Luca Puglia) hanno avuto non pochi problemi con i partiti di destra (ma va?!…) che amministrano la circoscrizione che comprende la zona di Via Verri. Ma di questo ne abbiamo già avuto notizia. quello invece che voglio raccontare è la vera e propria inaugurazione avvenuta la sera di sabato 27 ottobre 2001.

Parliamoci chiaro: la gay street non è niente di trascendentale. Lo diventa solo dal momento che ci sono personaggi/partiti orrendi che, qualunque cosa la comunità gay organizzi, progetti o promuova, devono boicottarla, vietarla con le buone o con le cattive. Fortunatamente ieri sera, come successe nel caso del World Gay Pride, hanno ottenuto il risultato contrario. Strada e locali (gay e non!) stracolmi, musica, risate di gioia (passatemi la citazione…), un’enorme bandiera rainbow da un lato all’altro del marciapiede che dava il benvenuto a chi arrivava, insomma una serata riuscita.

Ma andiamo per ordine. Alle 22.30 come da programma, Franco Grillini accompagnato da Nichi Vendola ha tagliato il nastro che inaugurava la strada davanti a tantissimi fotografi e telecamere di tutte le tv italiane (e non solo Italiane!). Subito dopo nel locale di Fabio Croce, l’Events, c’è stata la "tanto attesa" sfilata di biancheria intima maschile.

Dopo una mezz’oretta dall’altro lato della strada si inaugurava il primo negozio di abbigliamento gay (ma chissà che vuol dire…) vero e proprio. Si chiama Dalù. Le prime creazioni della boutique sono state presentate con una sfilata a mezzanotte e mezza. I modelli e le modelle iniziavano a sfilare dentro il Side Bar per finire poi in mezzo alla strada.

Sempre dentro al Side ci sono stati i saluti di rito da parte di Nichi Vendola che ha ripetuto che la gay street non vuol essere un ghetto ma una possibilità maggiore di visibilità, un punto d’incontro.

Poi è stato il mio turno ed ho esordito con una provocazione: "Ma visto che tutti i problemi dei gay vengono proprio dai partiti di destra (che per l’occasione avevano stampato anche un simpatico volantino a firma Alleanza nazionale e Fronte della gioventù dove si faceva notare lo scandalo di una strada con vari esercizi commerciali gay…) perché non vietiamo l’ingresso in tutti i locali gay, a quei gay che i partiti omofobi li hanno votati?!"….continua in seconda pagina con altre foto della serata

Poi è stato il mio turno ed ho esordito con una provocazione: "Ma visto che tutti i problemi dei gay vengono proprio dai partiti di destra (che per l’occasione avevano stampato anche un simpatico volantino a firma Alleanza nazionale e Fronte della gioventù dove si faceva notare lo scandalo di una strada con vari esercizi commerciali gay…) perché non vietiamo l’ingresso in tutti i locali gay, a quei gay che i partiti omofobi li hanno votati?!"…

La provocazione, in quanto tale, vuol essere dura: nel senso che sarebbe l’ora che la destra si allineasse sulle posizioni di un suo esponente come Alessandra Mussolini che dichiara di stare dalla parte dei gay (vedi l’articolo). E che fino a quel momento, a parer mio, è assurdo che i gay votino a destra. Ma tant’è, ognuno è libero per fortuna di far quel che vuole…

La festa poi si è divisa tra i locali già aperti e la strada. Molti anche i pellegrinaggi nei "cantieri" dei futuri locali se non altro a dimostrare che non era ancora tutto aperto!

Per esempio una discoteca che dovrebbe aprire a breve ed un nuovo circolo culturale che si dovrebbe occupare anche di aiutare i gay che cercano lavoro…ma di questo parleremo quando ne sapremo di più.. Divertente anche il Ristorante Il Tempio di Iside che ha accettato subito l’idea di diventare un ristorante "gay friendly".

Per ultimo vorrei anche segnalare che l’iniziativa della gay street ha "contagiato" anche altri locali della zona Colosseo. Per esempio un altro ristorante che ha esposto la bandiera rainbow sulla Via Labicana ed il restyling di un bar gay gestito da quattro simpatiche ragazze che si chiamava Glance in Via di S. Giovanni in Laterano ma che (la notizia è in anteprima!!!) prossimamente cambierà nome: si chiamerà Coming Out. Un segno del destino?

di Fabio Canino

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