LISBONA: DI NOTTE SPECIALMENTE

di

Ideale per un week end da innamorati, la capitale portoghese offre angoli indimenticabili. E ha due facce distinte: di giorno è turistica e tradizionalista, ma appena cala il...

667 0

Un fine settimana da innamorati? Una breve luna di miele? Un regalo per l’anniversario? I destini europei per una gita romantica sono noti: Parigi, Venezia, Praga, ma un viaggio a Lisbona riserva dolci soprese.

Passeggiare tra i vicoli dell’Alfama, il quartiere popolare che si sviluppa sulla collina e arrivare in cima, al Castillo de San Jorge, per assistere al tramonto sull’estuario del fiume Tago è un’esperienza in grado di sciogliere il piú freddo dei cuori.

Attenzione peró a non farsi trasportare troppo dall’atmosefra lasciandosi andare ad effusioni eccessive. Il Portogallo è ancora un paese abbastanza tradizionalista in cui la prima organizzazione omosessuale, la ILGA-PORTUGAL è nata solo nel 1995. Dal punto di vista dell’ambiente e della visibilità gay, Lisbona è molto piú simile alle grandi città italiane che non a quelle, geograficamente piú vicine, spagnole. Esiste infatti una netta separazione tra vita diurna e notturna: non c’è un quartiere gay, né negozi, ristoranti o caffé esplicitamente homosex, ma con il buio, soprattutto durante il fine settimana, le stradine del Barrio Alto si riempono con la “movida” portoghese: spuntano, concentrate in pochi isolati, le bandierine arcobaleno dei bar e delle discoteche e vedere due ragazzi mano nella mano o due ragazze che si baciano sotto un lampione non suscita nessuna sorpresa nei passanti.

Con la certezza, dunque, che la notte offrirà molto divertimento, il giorno puó essere dedicato interamente al turismo.

La struttura urbanistica di Lisbona ricorda molto Genova: città legate al mare ma sviluppatesi sulla montagna, caratterizzate da quartieri-colline, con stradine strette e ripide, separati da grandi vialoni ottocenteschi. Il miglior modo per conoscere le diverse anime della città è salire sul tranvia 28 che parte dall’Alfama, cuore popolare e culla del Fado portoghese, una musica struggente e appassionata che va diretta al cuore. Da qui si scende verso la Baixa, che come dice il nome è la parte bassa della città, quella dei negozi, degli edifici pubblici, delle facciate ricoperte di maioliche azzurre e soprattutto della Praça do Comercio, la piazza centrale della capitale che presenta tre lati di splendidi palazzi ottocenteschi e un lato aperto sul fiume Tago. Il tranvia 28 riprende a salire e conclude la sua corsa nel Barrio Alto, il quartiere dei bistrot e degli antiquari, dei teatri e dei ristorantini: è l’occasione per mangaire un buon piatto di baccalà, il piatto nazionale.

Se la vita cittadina durante il giorno si svolge nella Biaxa, è il Barrio Alto che si popola di notte. Qui si trovano anche i bar e le discoteche gay: primo fra tutti il Trumps, il locale piú “in” dove si balla fino all’alba. Per bere qualcosa prima di lanciarsi nel vortice delle danze, dietro l’angolo ci sono il Bric-a-Bar, l’Agua No Bico e il Bar 106 dove gentilissimi camerieri vi metteranno al corrente di tutto quanto c’è da vivere nella Lisbona gay. Per esempio gli spettacoli “en travesti” del Finalmente, il cui propietario è uno spettacolo in sé, o il Viriato una sauna decorata in art nouveau e molto ben frequentata.

In estate vi verranno indicate anche le spiagge meglio battute: soprattutto quelle di Bela Vista e Malvinas nella vicina Costa da Carpina. L’Atlantico è molto piú freddo del Mediterraneo ma i suoi bagnanti non sono meno “calienti”.

Il mare infatti, e l’estuario del Tago in particolare, sono un elemento fondamentale nel paesaggio di Lisbona. Sull’acqua si specchiano alcuni dei simboli della città: la torre di Belem, il monumentale ponte “25 aprile”, l’enorme vela di marmo che commemora i grandi navigatori portoghesi del passato e soprattutto il Monastero dei Geronimi una straordinaria gioia architettonica, dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale dell’umanità.

In occasione dell’Expo mondiale del 1998 Lisbona ha mostrato a tutti coloro che l’hanno visitata il suo desiderio di modernità, di trasformazione, di città del XXI secolo, ma il suo incantesimo rimane ancora quello di due innamorati che passeggiano nei vicoli dell’Alfama accompagnati dalle note del Fado.

di Silvio Ajmone

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...