Madrid la gaya si candida ad ospitare il World Pride 2016

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E' la città in cui è nata la Movida e in cui la comunità queer è tra le più attive. Adesso, la capitale della Spagna dei diritti lgbt,...

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Inarrestabile Spagna. In pochi anni il paese iberico è diventato capolista al mondo per la difesa di laicità, diritti civili (lgbt in testa), politically correct (nella migliore delle accezioni), progresso economico e tecnologico, avanguardie artistiche e successi sportivi. Ora la comunità gay spagnola candida Madrid a diventare in pochi anni capitale mondiale della cultura e del divertimento queer, e lo fa ufficialmente presso l’Interpride (Associazione Internazionale LGBT Coordinatori Pride, che riunisce oltre 200 organizzazioni provenienti dai cinque continenti), candidando la città ad ospitare il World Gay Pride del 2016. La candidatura, avanzata dall’Asociación de Empresas y Profesionales para Gays y Lesbianas de Madrid (AEGAL), verrà discussa nei dettagli  presso la prossima conferenza annuale dell’Interpride che si terrà in Florida dal 15 al 18 ottobre 2009.

Madrid sarà la quarta città ad ospitare un evento di tale portata, in passato la prima fu Roma nel luglio del 2000, seguita da Gerusalemme nell’agosto del 2006, e la prossima sarà Londra nel 2012, l’anno delle Olimpiadi estive. "La Spagna è sempre stata un crogiolo di culture e di civiltà" hanno dichiarato i rappresentanti dell’Aegal, "un ponte tra Europa e America Latina, Africa e Mediterraneo. Il nostro obiettivo con la celebrazione del World Pride è che questo ponte porti anche in queste aeree del pianeta l’uguaglianza, il rispetto, la tolleranza, la libertà e la parità dei diritti di cui godiamo in Spagna".

Il 2016 rappresenterebbe inoltre per la Spagna, e la comunità lgbt in particolare, uno straordinario e simbolico punto di arrivo, una marcia inarrestabile partita proprio dalle strade di Madrid all’inizio degli anni Ottanta. Qui è nata la Movida. La Spagna era appena uscita dalla dittatura franchista e gli spagnoli avevano voglia di vivere e di muoversi; da questo spirito deriva la parola Mo-Vida. Il quartiere della Chueca, grazie alla comunità queer, divenne in pochi anni il "centro del mondo", il luogo dello shopping alternativo, delle librerie, dei locali notturni, degli artisti e dei designer, di un’intensa vita diurna con negozi che aprono ad un ritmo incontrollabile, e di una incredibile ed intensa vita notturna. 

È il luogo preferito di Pedro Almodóvar che qui ha iniziato la sua attività di regista e che della Madrid di quegli anni è stato il massimo testimone artistico. L’epoca della Movida non è finita, ma si è trasformata in qualcosa di nuovo che i madrileni chiamano Marcha, una voglia di essere in perenne movimento, uscire, conoscere, incontrare, chiacchierare, divertirsi.

Consultare una mappa dei locali gay di Madrid significa davvero perdersi tra un numero incredibilmente variegato di proposte, per tipologia, qualità, prezzo e target a cui sono rivolti. Sicuramente un lungo week end in città non può dirsi completo senza una visita a La Boite (Calle de Tetuán, 27), una delle discoteche gay più alla moda, letteralmente presa d’assalto il venerdì, sabato e domenica notte. Per una serata più "tranquilla" c’è il Griffin’s Dance Club (Mqués de Valdeiglesias 6), con spettacoli ed intrattenimento dal vivo dalla domenica al mercoledì sera, ma si balla anche il sabato. Un altro tradizionale appuntamento del venerdì e sabato notte è sicuramente quello con l’Ohm Dance Club (Plaza del Callao 4), oppure, per gli amanti della musica elettronica, c’è il Fabrik (Avda. de la Industria 82, Humanes de Madrid), raggiungibile addirittura con una apposita navetta da Plaza de España.

di Daniel N. Casagrande

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