Milano, capitale gay?

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Milano sta vivendo un periodo particolarmente felice dal punto di vista dei servizi rivolti alla comunità omosessuale. Le novità della stagione.

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Milano sta vivendo un periodo particolarmente felice dal punto di vista dei servizi rivolti alla comunità omosessuale.

I locali si moltiplicano, le one-night gaie (le serate gay o lesbiche in locali che durante il resto della settimana sono frequentati prevalentemente da eterosessuali) hanno sempre più successo anche attirando frotte di eterosessuali amici di omosessuali o semplicemente amanti dalla buona musica e allettati dall’ambiente rilassato, come al Gay Tea Dance della domenica pomeriggio al Gasoline o il blasonatissimo Pervert del mercoledì sera all’Hollywood.

E’ dei prossimi giorni l’apertura di un nuovo pub inglese, il FOOTBALL ENGLISH PUB che inaugurerà un nuovo modo di stare insieme per gli omosessuali. Dal 18 novembre, infatti, ogni giovedì il locale, che si trova in via Valpetrosa 5 (ang.via Torino) aprirà alle 21 con musica house e un ambiente confortevole in cui ritrovarsi magari prima di tornare a casa o prima di andare a ballare, con la possibilità di mangiare, bere, giocare e fare conoscenze in un locale situato in una posizione centralissima, sulla via Torino, strada gay di giorno (così afferma Rocco, il P.R.) e anonima di notte, col doppio risultato di dare un posto comodo agli avventori e un po’ di vita alla strada. La stessa organizzazione sta preparando la one-night STARDUST del mercoledì al Pin-Up di C.so Garibaldi ed una serata fetish del venerdì al Metropolis.

Altra prossima apertura in via Padova, in una zona già abbastanza “coperta” quanto a locali gay, dal Company Club, dal Cocksucker, dal Transfer e dall’Alexander, spetta al Q, pubblicizzato già come “partiQular bar”.

Milano sta anche aprendo la strada all’editoria periodica gay. Dopo Babilonia, che per più di 15 anni ha informato gay e lesbiche di quanto avveniva in politica e attualità culturali e puramente ludiche, altre testate, come Guide Magazine e Pride&Guide, proprio da Milano fanno ora capolino, anzi hanno già un effetto dirompente sul mercato, tanto da minare il pluridecennale monopolio della vecchia “Baby” cui non resta che difendersi strenuamente con la politica dei contenuti. Il mercato dimostra di non essere mai saturo ed i milanesi pare che se ne stiano accorgendo, mostrando la strada agli imprenditori del resto del Paese dal quale ci aspettiamo tanta vivacità e nuove proposte.

Il mercato non è certo la panacea di tutti i guai del movimento ma, se ben strutturato può certamente creare un indotto politico che deve farci gola e spronarci a crescere quanto possibile, dando anche più possibilità alla comunità di avere più e migliori servizi.

di Marco Volante

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