MONTRÉAL PREPARA I GAY GAMES

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Nel 2006 la città canadese ospiterà i giochi olimpici per atleti omosessuali: un evento che richiede un grande allestimento. Ma in città è già quasi tutto pronto…

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MONTREAL – Sembrano così lontani i giorni in cui a Montréal si celebreranno i Gay Games; eppure la macchina organizzativa, le strutture alberghiere, il comitato e quanto serve per la riuscita di questo evento sportivo e culturale sono già in piena attività. La città francofona è stata scelta per la VII edizione delle olimpiadi gay lo scorso 25 ottobre in una riunione della Federazione dei giochi tenutasi a Johannesburg, in Sudafrica, battendo le altrecittà candidate: Chicago, Atlanta e Los Angeles.
La prima volta dei Gay Games fu al Kazar Stadium di San Francisco nel 1982. L’evento richiamò 1350 atleti provenienti da 12 Paesi grazie alla tenacia del suo fondatore Dr. Tom Waddell, un atleta gay statunitense che aveva partecipato nel 1968 ai giochi olimpici di Città del Messico. Da allora, ogni quattro anni, la Federazione dei Gay Games assegna alla città che si distingue per ricettività, spirito di accoglienza e amicizia verso la popolazione omosessuale, l’organizzazione dei giochi. Nel 1986 è stata ancora San Francisco a celebrare la seconda edizione e la FGG decise di accorpare alle discipline sportive altri eventi culturali. Nel ’90 fu il turno di Vancouver con 7300 atleti, 2000 artisti e un budget di 2.1 milioni di dollari canadesi. Dal 18 al 25 giugno 1994 fu la volta di New York. Le gare olimpiche coincisero con il 25° anniversario di Stonewall in un tripudio di feste, sport e cultura. In agosto del 1998 i giochi attraversarono il Pacifico: Amsterdam accolse 250 mila visitatori e 14.403 tra atleti e artisti. Nel 2002 è la volta di Sydney dove si recano anche i futuri organizzatori montrealesi dei Gay Games 2006.

“Lo staff di Sydney, malgrado gli impegni, ci è stato utile e ha collaborato con noi fornendoci informazioni preziose. Prima della mia partecipazione come atleta non avevo idea di cosa fossero i giochi gay ma quando ho conosciuto il valore di questo evento mi sono sentito parte di esso. A Montréal questi valori verranno rappresentati da una città conosciuta per la sua accoglienza e il rispetto che dedica ai gay” dice l’atleta, vincitore di molte medaglie, Mark Tewksbury, co-presidente del comitato direttivo dei giochi insieme a Lucie Duguay. Con loro nel comitato, che è no-profit, altri 10 membri delegati alla cultura, al turismo, allo sport.
La città si potrebbe dire già pronta ad accogliere 19 mila atleti e 5 mila partecipanti agli eventi culturali. Molti alberghi dentro e fuori il “Village” hanno già liste d’attesa ma non sarà difficile trovare alloggi anche in strutture private. Cuore pulsante sarà l’Olympic Park, insieme al Gay Games Centre al Palazzo dei Congressi; Jean-Drapeau Park; Claude-Robillard e altri siti dove gareggeranno sportivi di varie discipline. Strategicamente qualsiasi zona, sede di gare dista dal “Village” al massimo 7 chilometri e mezzo.

Il calendario sportivo prevede 30 discipline da disputare tra il 30 luglio e il 5 agosto. Ma dal 28 “La nuit de bronze” trasformerà le Village in un luogo ebbro di ricevimenti e feste benefiche. Sarà il Ste-Catherine Hall ad aprire le serate con una “sinfonia gastronomica” cui parteciperanno una trentina dei migliori ristoranti e alberghi della città. Atleti e ospiti saranno salutati anche al Cabaret Mado. Il 29 agosto è la serata dedicata alle lesbiche con “Femmes en tête”. Sabato 30 rue Sainte-Catherine si trasformerà in un grande terreno di giochi animati anche da atleti mentre bar e negozi sfavilleranno di suoni e ricevimenti. Dalle 18 alle 22 un grande T-Dance all’aperto. E sarà così anche domenica 31, con i suoi 51 locali che riempiranno il villaggio gay di sorrisi e beatitudine! Poi mano a muscoli e podi.
Nello spirito di solidarietà e a superamento di ogni discriminazione, Montréal 2006 chiede una partecipazione elevata delle donne ma anche di altri membri gay e lesbiche, poco rappresentati nelle edizioni passate, provenienti dal Sud America, Europa dell’est, Asia, etc. E’ quel target che tocca popoli indigeni, minoranze etniche, sieropositivi, handicappati. Montréal intende ricevere queste comunità che in patria hanno poca voce e visibilità per un rigurgito di speranza e orgoglio in una città aperta e ospitale.

Il logo della 7a edizione dei Gay Games di Montréal mostra in forma stilizzata la torre dello stadio olimpico sormontata dalla fiammella olimpica, il tutto ammantato dai colori del vessillo omosessuale. E’ stata disegnata dal bravo Jean-Francoise Perrier, coordinatore dei mass media che insieme a tanti altri sta spendendo davvero tanto per promuovere i giochi. La cerimonia di apertura si terrà allo Stadio Olimpico il 29 luglio davanti a 55 mila partecipanti, preceduta la sera prima da un gala al Gay Games Centre. Gli eventi culturali seguiranno fino al 6 agosto con concerti alla Basilica Notre-Dame, Drag Queen Shows al Métropolis, Queer Comics all’Olympia, Film e Video festival, mostre, esibizioni, party. Una grande opportunità anche per gli sponsor e le varie partnership visto che l’Ufficio del Turismo di Montréal tra nuove opportunità di lavoro e introiti vari ha stimato che entreranno in quell’occasione 180.5 milioni di dollari canadesi.
Per quanto riguarda i Gay Games il budget è di 20.675.300 dollari canadesi che serviranno interamente a coprire tutti i costi, visto che l’organizzazione non ha scopi di lucro. Al momento nessuna organizzazione sportiva italiana omosessuale appare in cartellone e, sinceramente, non ne comprendiamo il perché! Da parte nostra un buon lavoro alle centinaia di volontari, agli organizzatori, al comitato direttivo della VII edizione dei Gay Games di Montréal. Sport, cuore e solidarietà: una bella triade in una città che non smette di pulsare per un mondo nuovo dove discriminare è vietato.

di Mario Cirrito

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