MYKONOS PARADISE

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L'isola gay dell'Egeo, ricca di fascino e spiagge

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Mykonos, parte del gruppo delle Cicladi che include Paros, Naxos, Ios e Santorini, è una splendida isola situata nel mare Egeo. Il suo pregio è l’aria meravigliosamente internazionale e cosmopolita, e il fatto di essere da lungo tempo riconosciuta come una meta preferita dai gay, con la sua spiaggia gay e molti bar decisamente gay-friendly nella città vecchia.

Arrivarci non è difficile: è persino possibile atterrarci direttamente con un volo charter, oppure giungere fino ad Atene e da lì godersi il viaggio in traghetto fino all’isola, che può durare dalle 7 alle 3 ore, a seconda del mezzo, o scegliere un volo interno.

Per dormire, avete mille possibilità di scelta: l’isola è piena di piccoli appartamenti o stanze da prendere in affitto, e non è difficile trovarle persino una volta arrivati sul posto. In genere, sarete abbordati al vostro arrivo da greci che vi chiederanno se volete un alloggio: in questo caso potete tirare un po’ sul prezzo, per non beccare fregature, e, soprattutto, vi conviene rendere ben chiaro che volete una sistemazione vicino la città vecchia, per non rischiare di trovare alloggio su una collinetta dove non avrete altra compagnia se non quella di una capra. In alternativa, potete rivolgervi alle agenzie che troverete in aeroporto al vostro arrivo o nella città vecchia, ma anche in quel caso chiarite bene che cosa volete trovare. Quello che non troverete, fortunatamente, sono i mega-hotel: solo costruzioni di un piano, bianche e con il tetto azzurro: questo è tutta l’architettura dell’isola, almeno fino agli ultimi avventi dell’imprenditoria turistica selvaggia.

Arrivare alle spiagge sarà facile grazie agli autobus locali. Potete anche trovare un taxi e i prezzi sono piuttosto ragionevoli. Un’ulteriore alternativa è di noleggiare una jeep o una bicicletta, che vi lascerà alta libertà negli spostamenti, anche se c’è da sottolineare che le strade non sono in condizioni ottime…

Ma veniamo alla vita gay: anche se Mykonos è una popolare meta gay, non ci sono tanti locali gay come a Ibiza o Londra. Però ci sono abbastanza bar gay da rendere la vostra vacanza priva di ogni rimpianto.

Si parte da bar dove si trovano ottime colazioni all’americana, indispensabili per smaltire la dose alcolica della notte appena trascorsa, o locali dove molti ragazzi gay si incontrano anche all’esterno. I prezzi, in genere, sono abbordabili, ma per le tasche meno fornite, ci sono anche i supermercati per fare rifornimento, e rendervi un po’ allegrotti prima di incontrare l’uomo dei vostri sogni: ne troverete di tutte le nazionalità, anche se tedeschi e italiani sono tra i maggiori frequentatori dell’isola.

Ci sono anche bar più caratteristici e tradizionali, dove l’atmosfera è un po’ più friendly e le bevute più economiche, oppure ci sono Piano Bar o cocktail bar molto professionali, o persino locali animati dagli spettacoli di drag queen locali, che si esibiscono nei panni di Madonna o di Tina Turner.

Nessun problema anche per mangiare: la città è piena di ristoranti con cucina tradizionale greca, oppure italiana, francese o cinese. Naturalmente consigliamo i piatti a base di pesce. Dappertutto troverete altri clienti gay, carini e simpatici, e fare incontri è davvero molto facile: tutti sono lì per quello!

Il punto di forza dell’isola sono le spiagge: superbe, meravigliose e molto ben frequentate. Le potete raggiungere facendo i maschiacci, arrampicandovi lungo sentieri impervi su cui rischiate di rompervi una gamba. In alternativa, potete ricorre ai mezzi della civilizzazione: dal centro di Mykonos prendete un bus fino a Plati Yalos e quindi montate su una delle piccole imbarcazioni che vi scaricheranno su spiagge isolate.

Paradise Beach, anche se frequentata in predominanza da etero, offre l’occasione di praticare molti sport acquatici. Alla fine della Super Paradise, Queeny beach, invece (sulla destra guardando il mare) c’è il luogo di raccolta dei gay. La spiaggia è pulita, il mare di un cristallo blu chiaro, ed è piacevole nuotarci dentro o esplorarlo con maschera e boccaglio. Ci sono ombrelloni su due terzi della spiaggia e questo offre un po’ d’ombra, ma priva il luogo del suo fascino selvaggio.

Sulla Super Paradise ci sono anche ottimi servizi per le cibarie: ristoranti sulla spiaggia e cocktail bar molto trendy vi permetteranno di rifocillarvi senza abbandonare la vista del mare. Raccomandiamo gli ottimi cocktail alla frutta o le insalate di frutta con miele e yogurth greco: una meraviglia per rinfrescarsi un po’.

Agrari and Elia sono spiagge decisamente più desolate, che vi permetteranno di allontanarvi dalla folla. Entrambe sono raggiungibili grazie a traghetti o taxi. Mentre Super Paradise diventa sempre più affollata, la Elia diventa sempre più popolare presso i gay.

Il centro della azione notturna è senz’altro la città vecchia. Era originariamente un porto di pesca, e ora è il cuore del divertimento sull’isola. Con le sue strette strade ventose con costruzioni bianche e finestre e porte colorate, diventa particolarmente attrattiva alla sera, quando i neon illuminano le vetrine dei negozi. Lasciate perdere le cartine, e seguite la folla. Vi perderete, è inevitabile, ma non ve ne preoccupate: in fin dei conti, la città vecchia è stata proprio progettata per disorientare i pirati…

Ci sono anche alcune zone di cruising, come le vicinanze della chiesetta bianca vicino a Kastro, alla sinistra del porto, dove dal primo pomeriggio fino a notte fonda vedrete giovani gay alla ricerca dell’amore. Anche vagabondare tra le rocce sulla destra della Super Paradise vi riserverà piacevoli sorprese.

In conclusione, per una vacanza gay rilassante non potete perdervi Mykonos: la città vecchia e le spiagge sono idilliache. Magari vi serviranno un po’ di soldi in più, perché Mykonos è un po’ più cara delle altre isole greche, ma ne vale la pena. E’ anche una buona destinazione per le coppie gay, dal momento che ci sono molte cose da fare nei bar gay e non è difficile vedere coppie gay che camminano mano nella mano per strada: i greci non batteranno ciglio, perché sanno chi pagherà il conto…

di Christian Panicucci

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