NAPOLI SALVA LA CULTURA GAY

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Nella più grande metropoli del Sud, dove gli esercizi gay che non hanno problemi sono i cruising, un gruppo di cittadini si mobilita per salvare l'unica libreria glbt...

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NAPOLI – A Napoli i gay comprano più mutande firmate che libri, e le uniche attività commerciali che non hanno alcun problema sono quelle ricreative e di cruising. Per questo il gesto di Michele Esposito, 44 anni di cui 20 vissuti in giro per l’Europa, di aprire due anni fa un libreria glbt può sembrare temerario. «Il sogno di aprire una libreria gay/lesbica ce l’avevo in verità da sempre – ci dice Michele – per questo ho voluto rischiare per la comunità omosessuale. Volevo offrire un luogo di dibattito culturale e un punto di ritrovo di giorno nella mia città che non ne aveva».
La libreria Mercurio è in un posto bellissimo, a Piazzetta Salazar, una terrazza luminosa e panoramica dietro piazza Plebiscito, a due passi dallo storico Bar Gambrinus e da Brandi, l’inventore della pizza. In pieno centro ma distante qualche metro di troppo dalle strade dello shopping. E a Napoli, terza metropoli d’Italia per numero di abitanti ma ultima per libri venduti, negli ultimi mesi sono state molte le piccole librerie a chiudere a causa dell’apertura di grossi centri culturali. Mercurio però non è solo un negozio di libri ma un modo per fare politica di base, un luogo di “trasfusione di idee”, per creare movimento con la cultura. «E’ molto diversa rispetto agli altri posti gay ma anche etero in città, che sono elitari e chiusi – ci dice Corinna, fag hag 42enne cliente affezionata di Mercurio – alla libreria io ci vado sempre volentieri perché la trovo molto aperta a tutti, così vicina alla base, alla gente. Ti trovi a tuo agio se sei uomo o donna, gay, lesbica o etero, è un peccato se dovesse chiudere, si ridurrebbe ancora di più la quota di ossigeno”.
Alla Mercurio sono passati artisti emergenti con mostre che hanno avuto grande successo, si sono svolte presentazioni di libri, dibattiti culturali e convegni, è stato il punto di ritrovo degli Orsi e importante luogo di promozione della cultura underground. Il progetto di Esposito sarebbe stato quello di rilanciare la piazzetta Salazar, uno spazio da recuperare al confine col quartiere Santa Lucia interessando altri giovani all’acquisto degli spazi vicini e puntando sulla immensa forza di riqualificazione urbana che ha la comunità gay, senza la quale, è bene ricordarlo, Piazza Bellini sarebbe ancora fatiscente. «Le istituzioni sono state assenti quando ho bussato alla loro porta – afferma Esposito con una punta di rassegnazione – molte volte ho organizzato convegni in piazzetta senza poter contare sull’aiuto di nessuno, alla fine sono solo io che devo lottare con mille problemi, con il bilancio di fine mese e con le banche».

Qualcosa però, questa volta, da’o cappiello e Pullecenella, dal magma sotterraneo della città è uscito fuori. Alcune decine di clienti affezionati e frequentatori della libreria ha raccolto l’SOS di Michele ed ha costituito un “Comitato per Salvare la Mercurio“. Dalla prima appassionata riunione del 14 gennaio è stato tutto un brulicare di iniziative, contatti, volantinaggi. Gli amici della Mercurio si sono quasi sostituiti all’amico nella gestione ed ogni martedì alle 18.00 si riuniscono per discutere e organizzare attività. E’ forse la prima volta che si crea una attività del genere attorno ad una libreria ed è ancora più particolare che sorga spontaneo del movimento a Napoli, la bella addormentata tra le capitali storiche del movimento gay italiano.
«L’intento del gruppo e gli sforzi delle iniziative – ci dice Edo Sangiovanni, portavoce del comitato – servono a fare in modo che la Libreria possa trasferirsi in Centro, su una strada più frequentata e facilmente raggiungibile, ad esempio dove sono le università. In una città dove il commercio è difficile e il rischio di impresa è alto non vedo perché far pesare tutto l’onere di una attività commerciale sull’imprenditore, e soprattutto quando rende un servizio benemerito alla sua città e alla comunità come Michele Esposito».
«E’ bello innanzitutto che sia nato un comitato attorno alla libreria – ci dice Raffaele Tecce, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli che apprende solo da noi della mobilitazione e delle difficoltà di Mercurio – è positivo perché una libreria, ancora di più una libreria militante come la Mercurio può vivere solo se esiste spirito di comunità. Noi faremo il possibile affinchè non chiuda questo momento di verità».
Edo dal comitato invita gli amici napoletani a partecipare alla mobilitazione e lancia un appello ai concittadini, «bisogna fare attenzione, se chiude la libreria Mercurio, l’ultima oasi politica libera che abbiamo a Napoli, rischiamo l’estinzione come comunità omosessuale!»
E’ stata aperta una sottoscrizione per aiutare la libreria. Occorono 2.000 euro subito per liberarla da rischi immediati. La sottoscrizione è libera ma quote di 30 e 50 euro darebbero effettivo sostegno. Si possono inviare francobolli o fare un vaglia postale intestato a: Libreria Mercurio di Michele Esposito, Piazzetta Demetrio Salazar 8 – CAP 80132 Napoli o si può pagare attraverso bonifico bancario con un versamento sul cc 10298 della Banca Popolare di Ancona ABI 05308 CAB 03439
Chi desidera contattare il “Comitato per Salvare la Mercurio” può chiamare in libreria al numero 0812400371, alla mail info@libreriamercurio.it o iscriversi alla mailing list aperta in occasione della mobilitazione:
http://it.groups.yahoo.com/group/mercurio_napoli.

di Carmine Urciuoli

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