Nel nome di Giordano Bruno

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Una tre giorni anticlericale dal 17 febbraio a Campo de'Fiori nel quattrocentesimo anniversario del rogo che bruciò il filosofo

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Dalle polemiche su Roma assediata e disorganizzata alle manifestazioni antigiubileo che costelleranno il Duemila, il papa ha aperto la porta santa su un anno pieno di incognite. Prima del periodo che va dal 28 giugno all’8 luglio, in cui avrà luogo il World Gay Pride con migliaia di omosessuali che invaderanno Roma da tutto il mondo per celebrare l’orgoglio gay e polemizzare con il papa per le sue posizioni intransigenti su omosessualità e coppie di fatto, il Giubileo verrà attaccato nel nome di Giordano Bruno.

Era il 17 febbraio del 1600, esattamente nell’anno santo del Giubileo di quattrocento anni fa, quando il filosofo fu bruciato vivo sul rogo di Campo de’Fiori, a Roma, per ordine del Santo Uffizio, sotto papa Clemente VIII. Quattrocento anni dopo, in un altro anno giubilare, si prepara una manifestazione dall’intento assai polemico per ricordare, nel nome di Bruno, le ingiustizie e i delitti perpetrati dai papati. Per il 17,18 e 19 febbraio è infatti prevista proprio a Campo Dei Fiori una manifestazione promossa dal Comitato di iniziativa Laica e Libertaria, di cui fanno parte l’Associazione italiana libero pensiero “Giordano Bruno”, la Lega Italiana per i diritti dell’uomo, l’Associazione per lo sbattezzo, i Cobas, del Lazio e vari circoli anarchici, con l’adesione di molte associazioni antirazziste e anticlericali, dell’Arcigay, e di alcuni centri sociali e studenteschi. Campo de’ Fiori è la piazza in cui, durante il potere temporale della Chiesa, il Papa faceva uccidere gli eretici, uomini e donne che non si piegavano all’inquisizione e all’assolutismo clericale.

Nel 1889 il cuore della Roma popolare vi eresse il monumento a Giordano Bruno, ricordandolo ogni anno con pubbliche manifestazioni, vietate solo durante il periodo fascista. “Con l’anno santo del 2000 – dicono gli organizzatori della manifestazione in un comunicato diffuso anche via Internet – la Chiesa si glorifica davanti al mondo, invece di pentirsi si autoassolve e arriva addirittura a beatificare l’ultimo Papa-Re, quel Pio IX che represse nel sangue la Repubblica Romana del 1849 e che scomunicò le prime leghe artigiane, operaie e contadine. Il Giubileo del 2000 non è un percorso di penitenza e riconciliazione, ma uno sfarzo autoglorificante”. Per attaccare la Chiesa quale evento migliore da sfruttare del quattrocentesimo anniversario per la morte di Giordano Bruno? Ecco dunque la tre giorni di Campo dei Fiori: il 17 febbraio sarà prevalente l’aspetto commemorativo, con incontri e relazioni sulla figura di Giordano Bruno. Il 18 febbraio si privilegerà l’aspetto analitico, con l’organizzazione di un dibattito al cinema Farnese. Il 19 febbraio gli organizzatori prevedono a Campo dei Fiori una grande manifestazione aniclericale. E le adesioni, pare, sono già moltissime.

di David Fiesoli

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