Nudi sotto il sole? Un rischio da correre

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Pratica illegale ma che conta migliaia di appassionati. Il naturismo: la classifica delle mete più gettonate, l'elenco delle località, i rischi che si corrono, e le solite polemiche.

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In Italia è ancora considerata una pratica stravagante, da praticare senza farlo sapere e di cui possibilmente sentirsi in colpa. Il naturismo nel Belpaese non è consentito, tranne un paio di tratti autorizzati ad ospitare chi lo pratica. Per il resto spogliarsi sotto il sole proprio non si può. Neanche nelle calette più inaccessibili dove un turista "tessile", come si chiama in gergo naturista chi porta il costume, non andrebbe mai in vacanza.

Eppure i luoghi dedicati alla tintarella integrale non mancano. L’elenco è lunghissimo e comprende spiagge e anfratti che vanno da Nord a Sud. Zone immerse in paesaggi naturali quasi selvaggi, incontaminati. Perché il naturismo è una vera filosofia di vita che vuole l’essere umano a pieno contatto con la natura, appunto. E quindi poco importa se, quando va bene, per accedere alle zone deputate bisogna inerpicarsi a piedi per sentieri isolati lunghi chilometri, scendere pareti rocciose con corde che qualcuno ha messo lì non a caso. Quando i viottoli mancano del tutto è necessario raggiungere le spiagge a nuoto.

Le due località, le uniche predisposte e anche attrezzate per vivere il mare e la natura rimanendo comodamente nudi sono a Ravenna, Lido di Dante e sulla costa romana, Capocotta. Quest’ultima fu la prima spiaggia, nel 1996, ad essere riservata ai naturisti con ordinanza comunale: 250 metri su decine di kilometri di costa selvaggia, libera da ombrelloni come è il tratto tra Ostia e Torvajanica.

Tutti gli altri posti sono da frequentare clandestinamente a proprio rischio e pericolo. Due casi su tutti: a Riva Trigoso, storica località genovese, la Capitaneria ha posto sotto sequestro l’area fino a ieri frequentata in modo pacifico dai naturisti. A Gaeta lo scorso anno il sindaco aveva messo le guardie giurate, quindi private, a camminare sul bagnasciuga per intimidire chiunque avesse l’intenzione di spogliarsi.

Lo scorso anno Gay.it stilò la classifica delle 10 località preferite dai lettori. Alla domanda "Quale è la tua spiaggia preferita tra queste dieci che sono risultate le più segnalate dai visitatori di Gay.it", le risposte erano così ripartite:

1) Lecciona, Torre del Lago (LU) 22,4%

2) Capocotta, Ostia (RM) 20,6%

3) Punta della Suina, Gallipoli (LE) 14,1%

4) Trecento Scalini, Sperlonga (LT) 10,7%

5) Lido di Classe (RA) 7,1%

6) Rocca di Manerba, Manerba del Garda (BS) 5,9%

7) Isola del Morto, Eraclea Mare (VE) 4,4%

8) Punta Crena, Varigotti (SV) 4,4%

9) Costa dei Barbari, Sistiana (TS) 3,8%

10) Lido di Dante (RA) 3,3%

Oltre a queste dieci, l’elenco delle spiagge in cui il naturismo è praticato da anni ne contiene molte di più.

Il Sabbione, Ponte della Becca – fiume Po (Pavia)

Capo Mortola – Ventimiglia (Imperia)

Balzi Rossi – Ventimiglia (Imperia)

Guvano – località Corniglia (La Spezia)

Spiaggioni – Tellaro (La Spezia)

Spiaggia dell’Aquarilli, a Capo Canata, a Le Piscine e a Lacona – Isola d’Elba

Nido dell’Aquila – San Vincenzo (Livorno)

Torrente Diaterna – Mugello (Firenze)

Capalbio, Lago di Burano – Grosseto

Marina di Alberese – Grosseto

L’Arenauta – Sperlonga (Latina)

Cala Fighera – Cagliari

Terra Mala – Quartu Sant’Elena (Cagliari)

Cala di Volpe –  Costa Smeralda (Olbia)

Forza d’Agrò, Fondaco Parrino – Letojanni (Messina)

Foce del Belice – Selinunte (Trapani)

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Eraclea Minoa – Agrigento

Foce del Modione – Triscina (Trapani)

Baia del Coniglio – Lampedusa

Il Canneto – Isola di Lipari

La pena per chi si spoglia è una multa salata. L’alternativa, anche in questo caso, è andare all’estero.

 

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