PRONTI PER IL GAY WRESTLING?

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Cos'hanno in comune i lottatori con il mondo omosex? Molto più di quello che pensate. A parte l'influenza dell'immaginario gay, sapevate che ci sono wrestler omosessuali e persino...

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Che cos’hanno in comune il mondo del wrestling e la comunità gay? Probabilmente molto più di quanto sembrerebbe a prima vista, soprattutto da qualche anno a questa parte…

Per capire a cosa ci riferiamo, però, è bene chiarire una volta per tutte cosa intendiamo con “wrestling“.

Questa parola vuol dire “lotta corpo a corpo”, ovvero quella disciplina sportiva che è stata riconosciuta come tale addirittura nella Grecia del settimo secolo a.C. Ovviamente ogni cultura ha personalizzato i suoi stili e le sue denominazioni (sambo in Russia, glima in Islanda, raingen in Tirolo o – per restare in Italia – s’istrumpa in Sardegna). In Inghilterra venne chiamata “wrestling”, appunto, e uno degli stili più “liberi” – il “catch to catch” – venne esportato con successo negli Stati Uniti, dove offriva una buona dose di spettacolo nelle fiere di paese e dove pose le basi per il “wrestling” come lo intendiamo oggi.

La storia del wrestling moderno parte nel 1963, quando Vince Mc Mahon decise di costituire una propria federazione (la World Wide Wrestling Federation), per organizzare e promuovere gli incontri fra i lottatori, puntando molto sulla spettacolarizzazione televisiva degli eventi e sulla “caratterizzazione” dei partecipanti. Questa scelta venne accentuata dal figlio di Mc Mahon (Vince Jr.), che nel 1983 rilevò la “ditta” paterna e iniziò a promuovere i suoi personaggi e i suoi “show” a livello internazionale (e questo spiega perchè il wrestling sia diventato popolare anche in Italia a partire dagli anni ’80). Col passare del tempo lo spettacolo ha prevalso sulla disciplina sportiva, e attualmente gli incontri di wrestling possono contare su vere e proprie sceneggiature, scenografie hollywodiane e accompagnamenti musicali realizzati appositamente da cantanti e gruppi famosi.

Fin qui la storia ufficiale.

Quello che viene sempre omesso è che il wrestling ha avuto un peso ENORME nella definizione della cultura gay americana: basti pensare che i primi video erotici gay (come quelli semi clandestini girati da Bob Mizer e documentati di recente nel film Beefcake) erano appunto incentrati… su scene di lotta! Di riflesso il mondo del wrestling non ha ignorato di essere entrato a far parte dell’immaginario gay (che col passare del tempo ha aquisito un maggiore peso sociale), e probabilmente non è un caso se i lottatori-tipo degli anni ’80 (massicci, ma non troppo gradevoli e con costumi a dir poco pacchiani) hanno lasciato il posto ad uno stuolo di ragazzoni dal fisico perfettamente costruito, col viso da fotomodello e abbigliati in maniera assolutamente trendy (in parole povere degli attori porno in calzamaglia).

Un altro aspetto che viene spesso sottovalutato è il valore “simbolico” del mondo del wrestling. Nel senso che ognuno dei suoi protagonisti, pur recitando dei ruoli molto semplificati, rappresenta un valore e un archetipo della cultura statunitense (e quindi di buona parte del mondo occidentale). Quindi non potevano mancare lottatori che “recitassero” in maniera più o meno esplicita la parte del gay.

Il capostipite del genere è stato tale Gorgeous George (foto in cima), che già negli anni ’50 si presentava sul ring vestito in abiti appariscenti e sfoggiando atteggiamenti insolitamente “teneri”. Morì proprio nel 1963, ma fu la musa ispiratrice di tutta una serie di campioni dal look pressoche “gaio” (Rick Flair, Adrian Adonis, ecc…), se non addirittura da vera e propria drag queen, come l’inquietante Goldust (seconda foto), rimasto celebre per i suoi ammiccamenti lussuriosi e perversi sul ring).

Attualmente il “paladino” dei gay è un wrestler di nome Rico (foto), all’anagrafe Amarico Sebastiano Constantino, e già famoso per aver vinto la competizione American Gladiators – trasmessa anche in Italia nei primi anni ’90. Probabilmente le performances di Rico passeranno alla storia per essere le più esplicite del wrestling, visto che vince gli avversari mettendoli in confusione con le sue palpatine e i suoi tentativi di abbordaggio. La novità di Rico è che, pur presentandosi in maniera molto sterotipata e “riconoscibile”, non viene inquadrato in maniera negativa e, anzi, proprio lo scorso aprile ha “vinto” insieme al wrestler Rick Haas la cintura di campione del mondo di coppia del torneo smackdown (e ovviamente alla fine ha voluto fare la “festa” al suo ritroso compagno di fronte alle telecamere)!

Sicuramente questo wrestling, più che uno sport, è una grande “baracconata” mediatica, ma probabilmente è proprio questa la sua forza. Nascendo e crescendo di pari passo con l’immaginario gay, inoltre, è la prova di quanto quest’ultimo, volente o nolente, faccia parte da sempre della nostra società.

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di Valeriano Elfodiluce

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