"DIRITTI? VAI IN OLANDA!"

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Grave dichiarazione di Luca Volonté (Udc) dopo il matrimonio gay italiano celebrato a L'Aja. Storace (An) e il ministro Buttiglione: no al riconoscimento. Arcigay insorge.

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ROMA – "A partire da questa coppia omosessuale, chi vuole aver riconosciuti quei tipi di diritti si trasferisca in Olanda". L’onorevole Luca Volonté, capogruppo alla Camera dell’Udc commenta così il primo matrimonio gay di due cittadini italiani, celebrato sabato scorso 1° giugno al municipio dell’Aja, in Olanda.

Secondo Volonté (in foto), "la coppia di omosessuali che ha deciso di celebrare il proprio matrimonio secondo l’ordinamento olandese non può pretendere di avere alcun riconoscimento da parte dell’ordinamento italiano"

Le speranze della coppia di vedere riconosciuto il loro status sarebbero dunque illusorie? Per il capogruppo cristiano-democratico, assolutamente sì, dal momento che "fortunatamente viviamo in un paese al cui fondamento c’è il matrimonio di uomini e donne".

"Rimaniamo sconcertati davanti a qualsiasi recriminazione che possa venire dal mondo omosessuale – conclude quindi l’esponente centrista – visto che all’interno della comunità europea c’è libertà di movimento delle persone e quindi sarebbe più coerente che a partire da questa coppia omosessuale chi vuole aver riconosciuti quei tipi di diritti si trasferisca in Olanda".

Immediata la reazione della comunità omosessuale: il deputato Ds Franco Grillini (in foto, con gli sposi), che era presente all’Aja al matrimonio in questione, definisce "stupefacenti e terribili" le dichiarazioni del capogruppo alla Camera dell’ Udc. "Io chiedo a Volontè – ha proseguito Grillini – cosa risponderebbe a quelle persone che invitano i cattolici ad emigrare dai loro paesi, magari a cultura teocratica, di un’ altra religione, perchè lì non hanno diritti. L’ on. Volontè dovrebbe dire con chiarezza se gli omosessuali hanno diritto in questo paese all’ agibilità politica o no. Invitare all’ emigrazione è incivile e antidemocratico".

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