"L’AZIENDA NON VUOLE FROCI"

di

Gay e lavoro 2 - Fabio: "Mi hanno detto che era difficile assumermi, perchè davo nell'occhio". Enzo: "Hanno saputo che ero una ragazza. E non facevano che toccarmi...

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


Fabio e Enzo sono due operai. Le loro storie di discriminazione si svolgono a Perugia e a Bologna. Amara la conclusione: tutti e due hanno perso il lavoro.

^SFABIO^s

Fabio è nato a Torre del Greco, ha ventisei anni, è diplomato geometra, vive a Perugia. Lo abbiamo incontriamo di sera in una pasticceria. Ci ha raccontato la sua storia.

Come hai iniziato a lavorare?

Come tanti ragazzi al sud, in nero. Mi occupavo della manutenzione di impianti idraulici.

Hai mai avuto problemi sul posto di lavoro?

All’inizio tutto filava liscio, non posso dire di aver subito maltrattamenti. C’erano le solite battute dei colleghi, tipo "tanto lo sappiamo che sei frocio", ma erano dette senza cattiveria, credo.

Poi qualcosa è cambiato..

Sì, quando ho deciso di trasferirmi a Perugia. L’ho fatto perché ho conosciuto un ragazzo che mi piaceva. Mi ha convinto lui a trasferirmi qui.

Cos’è successo?

Ho iniziato a cercare lavoro attraverso i canali ufficiali, rifiutando le mansioni in nero.

Ti sei appoggiato ad un ufficio del collocamento?

Sì, ho anche spedito il mio curriculum a diverse agenzie interinali. Ho avuto subito dei contatti, mi facevano andare nei loro uffici, mi facevano riempire schede e questionari, ero molto fiducioso.

Hai avuto anche colloqui "de visu" con i responsabili del personale?

Sì, circa venti colloqui in tutto. Quando mi facevano ritornare in agenzia chiedevano quali fossero le mie esperienze professionali. Sembravano molto interessati a me.

Poi?

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...