TEL AVIV: CAPITALE GAY IN TERRA SANTA

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I gay israeliani sono molto socievoli con i turisti e, in generale, hanno un aspetto molto virile: considerata l’alta percentuale di popolazione arruolata nell’esercito o nella polizia, Israele...

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Siete affascinati dal Medio Oriente ma l’omofobia islamica vi intimorisce? Volete conoscere un Paese con una storia millenaria ma fortemente all’avanguardia? Siete pronti a visitare uno Stato grande come una nostra regione dove convivono ultraconservatori e superprogressisti e dove ci sono città sante e città del peccato? Se avete risposto sí ad almeno una di queste domande, preparate le valigie e volate fino a Tel Aviv, nello Stato d’Israele.

Molti di noi si saranno accorti dell’esistenza di una realtà gay in questo piccolo Stato (poco piú di ventimila chilometri quadrati e cinque milioni di abitanti) solo quando, nel 1998, Dana International, un cantante transessuale israeliano, vinse l’Eurovisione e riempí le prime pagine di tutti i giornali del mondo, ma in realtà non è cosí.

Le prime leggi antidiscriminatorie votate dalla Knesset, il Parlamento israeliano, risalgono al 1992 e dall’anno successivo venne creata una commissione parlamentare per le tematiche omosessuali. Oggi, soprattutto grazie alle sentenze dei tribunali civili, nell’ambito lavorativo le coppie gay sono equiparata quelle etero e, per esempio, nel caso in cui muoia un soldato o un poliziotto, il suo compagno (o compagna se si tratta di una delle moltissime soldatesse) riceve la pensione di vedovanza.

Basti pensare che mentre in Italia il Presidente del Governo definiva “inopportuno” il world gay pride, il 13 giugno la Knesset ha celebrato la "giornata dell’orgoglio gay”!

Il gay pride e la relativa sfilata lungo la piú centrale via della città, Ha-Yarkon Sreet, è il momento clou per la popolazione gay di Tel Aviv ma non è l’unico.

La città israeliana, infatti, offre al turista gay una ampia scelta di locali e di attività e per informarsi non c’è niente di meglio che fare un salto al Café Nordou, il locale storico della città, o andare nel nuovissimo centro di servizi dell’associazione gay-lesbica nazionale Agudah, un inconfondibile edificio di tre piani iperdecorato con bandiere arcobaleno che si trova nel cuore del centro commerciale di Tel Aviv.

Sicuramente, vi indirizzeranno, tra l’altro, al bar HeShe o all’Abis, e alle discoteche piú conosciute come l’Allenby e l’Heshek. La maggior parte dei locali si trova nell’area tra Ben Yehuda Street e Allenby Road, a soli cinque minuti di bus (il numero 4) dalla stazione centrale.

Qui si trova anche il TACC, il Tel Aviv Community Center, che organizza attività di ogni tipo: dagli incontri over-50 alle riunioni “It’s pleasant to touch” dedicate ai massaggi, dal gruppo di Rikudei Am (un ballo folklorico) agli incontri Hod, per i gay praticanti una delle tre grandi religioni dello Stato: ebrea, islamica e cristiana.

Ma Tel Aviv non offre solo attività “impegnate”. Davanti all’hotel Hilton c’è la spiaggia con la maggior concentrazione gay e se preferite il nudismo, a un paio di chilometri a nord, c’è quella di Kibbutz Ga’ash, molto affollata di sabato. Ben frequentate sono anche le aree di crusing, specialmente quella di Gan Ha-atzma’ut (Independence Park).

I gay israeliani sono molto socievoli con i turisti e, in generale, hanno un aspetto molto virile e considerata l’alta percentuale di popolazione arruolata nell’esercito o nella polizia, si puó considerare il paradiso dei feticisti dell’uniforme. Tutti parlano inglese, ma una piacevole oasi di italiano è il ristorante gay Flican, gestito da nostri connazionali.

Visitare Tel Aviv è l’occasione non solo di godere di una città molto “gay friendly” ma di poter conoscere da vicino una civiltà millenaria. A soli 40 minuti in auto (meno di quanto serva per attraversare Milano o Roma) si è già a Gerusalemme, la Città Santa per eccellenza, dove si puó vedere l’altra faccia di Israele, quella degli utraconservatori, degli ebrei vestiti di nero, ma provare anche la terribile emozione del Santo Sepolcro o del Muro del Pianto.

E se dopo un’esperienza tanto intensa come quella di visitare i luoghi santi o i mausolei dell’Olocausto, avete bisogno di rilassarvi, niente paura, le stupende spiagge del Mar Morto non sono lontane!

Per maggiori dettagli sulla vita gay israeliana si puó navigare per www.israel-guide.com , www.infotour.co.il, www.globalgay.co.il o www.gaynation.org/israel.

di Silvio Ajmone

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