THAILANDIA, IL PAESE DEL SORRISO

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Bangkok, Phuket, le isole bellissime di Di Caprio, Pattaya: tra prostituzione anche minorile e bellezze naturali, un viaggio nell'altro mondo

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Sembra quasi uno scherzo, ma è vero: i cani in Thailandia non abbaiano. O almeno, non ne ho sentiti abbaiare. Così i thailandesi è difficile che li senti urlare, o litigare, o anche solo discutere animatamente: serafici e sorridenti, rimangono impassibili come quella signorina della Thai-Airlines che l’ho vista sorridere al turista americano che dall’altra parte del vetro le urlava di tutto perchè la sua prenotazione non risultava.

In compenso, se non sono i latrati dei molti cani randagi a rompere il silenzio thailandese, ci pensa un traffico intenso e caotico che ti insegue ovunque, per le vie di Bangkok come per quelle delle altre cittadine turistiche. A Bangkok, poi, le strutture del treno veloce che passa sopraelevato sulle arterie principali crea una incredibile cassa di risonanza e fa sì che lo smog rimanga tutto ad altezza naso… insomma, un inferno.

E’ proprio in queste condizioni che si trova il quartiere gay di Bangkok. Una decina di strade, i centri commerciali che pullulano di ragazzi gay al 99%, i locali, i ristoranti, qualche albergo, le discoteche, le bancarelle dove puoi trovare magliette e cinture di Calvin Klein, camicie e t-shirt di Polo Ralph Lauren e qualsiasi altra "patacca".

La strada a fondo chiuso Soi 4, una traversa della più grande Silom Road, è il cuore del quartiere gay. Lì c’è lo Sphinx Restaurant, consigliabile per i prezzi modici e per la qualità del cibo, difficilmente trovabile in altri ristoranti gay. E c’è il Balcony, un grande bar adatto per bere qualche birra. Ma lì intorno, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

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