TRA MISHIMA E UN PARTY IN MUTANDE

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Il lunedì nudi o in desabillè al K Men's club. I datteri dei tunisini al Muccassassina. Poi tutti a teatro per la 'Madame de sade' di Mishima e...

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Con i primi caldi primaverili, a livelli quasi agostani quest’anno, si risvegliano i party romani, in attesa di emigrare definitivamente verso lidi più freschi e arieggiati. Il “K Men’s Club” rilancia un’idea vecchia ma sempre efficace, soprattutto se si vuol supplire alle carenze dei condizionatori d’aria, con il lunedì in mutande o addirittura nudi. Vedremo chi avrà il coraggio di mostrare gli ultimi biancori invernali e le pancette pasquali. Vi racconteremo tutti gli sviluppi… Ma è a Muccassassina che si possono avvertire i segni dei primi scuotimenti e denudamenti, con gemellaggi di siti marittimi e vacanzieri. Già venerdì 21 aprile abbiamo avuto un primo assaggio con una serata sarda che ha visto Vladimir Luxuria in costume tradizionale e la drag queen sarda Velena esibirsi negli hit di Giuni Russo e Grabiella Ferri. Uno spasso. Ma sarà da venerdì prossimo che potremo sentirci veramente in estate, con il dattero-party, serata con ragazzi tunisini seminudi che offriranno vassoi colmi di questo frutto dalle proprietà afrodisiache.

Per chi invece vuol godersi gli ultimi scampoli della stagione teatrale romana, segnaliamo uno dei testi più belli del teatro di Yukio Mishima, “Madame De Sade”, ovvero un ritratto del celebre Marchese attraverso il dialogo di cinque donne che ebbero un ruolo chiave nella sua vita. Lo spettacolo, al teatro Vascello dal 2 al 7 maggio, è diretto da Andrea Adriatico, uno dei fondatori di “Teatri di Vita” di Bologna.

Da non perdere, anche perché solo fino al 30 aprile al teatro Manzoni, la “Caterina dè Medici” di Paolo Poli, che fa strage del personaggio storico, rendendolo una dark lady cinquecentesca spietata e comicissima. Come sempre i costumi sono straordinari e Paolo Poli bravissimo.

Non c’è una donna. A recitare parti femminili sono tutti uomini, come nell’antica Grecia. Solo che qui siamo ai tempi di Caterina De’Medici, interpretata da Paolo Poli nella versione tratta da Dumas. Così Vittorio Attene fa Carlo IX e il Duca D’Angiò ma anche Maria Stuarda, Paolo Calci Francesco II ma anche una sposina, Giovanni Scifoni Enrico di Navarra ma anche Diana di Poitiers. Il Dumas maestro dell’intrigo e del feuilletton, che condisce la vicenda con pittoreschi personaggi immaginari e scene ad effetto, si confà alla verve ironica di Paolo Poli che dipinge Caterina De’Medici come la dark lady del Cinquecento, disinvolta e priva di scrupoli come fu, ma anche sottilmente femminile, consumata seduttrice del potere, come Poli la ritrae, facendone il paradosso della crudeltà femminina, con qualche sprazzo di humour nero. A Poli-Caterina fanno da corona i figli: Carlo IX, poeta con problemi morali, Francesco II, gentile e fragile, Enrico III, irriverente viveur, e il duca di Angiò, infido e indeciso. Una gaia farandola completata dalla bestia nera di Caterina, Enrico di Navarra, nemico storico e pericoloso

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