TUTTI PAZZI PER LONDRA

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La capitale inglese torna ad essere la città europea più trendy del momento. Ecco tutte le novità sui locali gay. C'è perfino un tour organizzato che vi porterà...

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Non c’è nessun posto al mondo in cui il passato e il futuro convivano meglio che a Londra: il Big Ben e il Millennium Dome, il té delle cinque e l’exstasi, il signore in bombetta nera e la ragazza con venti piercing nel soppracciglio, la formalità della City e la gaiezza di Soho, il gentleman e la lady passeggiando in Hyde Park e due boys scopando in Holland Park.

Visitare la capitale inglese è come immergersi in varie tradizioni secolari e allo stesso tempo venire a contatto con le tendenze piú futuriste e ciò vale anche per i turisti gay. Cosí, se da una parte il “pub” è il ritrovo obbligato anche per la popolazione omosessuale (nelle guide ne sono segnalati oltre 60 esclusivamente gay) dall’altra, in una discoteca come l’Heaven si possono ballare le musiche, partecipare alle feste e osservare le mode che, insieme a quelle dell’altra città-trendy a livello mondiale: New York, si imporranno nel resto della grandi metropoli gay.

Londra è senza dubbio un capitale gay: oltre al quartiere di Soho che nel triangolo compreso tra Piccadilly Circus, Covent Garden e Oxford Street reccoglie la gran parte dei negozi, bar, ristoranti e disco, ci sono altre zone a forte presenza omo come l’Earls Court , dove si trovano soprattutto gli hotel e le guest-house gay, Vauxhall e Brixton (qui da non perdere la discoteca Fridge, una delle piú in!).

Il segreto per conoscere i quartieri gay al meglio è farsi trovare alle tre del pomeriggio di domenica davanti alla chiesa di S. Martino in Trafalgar Square: per sole 3 sterline l’associazione Kairos vi porterà in un tour che oltre ai luoghi storici dell’omosessualità londinese come i club clandestini degli anni ’40 e ’50 o la casa di Oscar Wilde vi indicherà i bar e le discoteche piú alla moda del momento.

Alcuni di questi indirizzi sono ormai un “classico” della vita gay londinese: il pub Comptons of Soho per esempio o i quattro piani dell’Edge ma una caratteristica di Londra è la grande quantità di locali “specializzati”.

Al Town House, ad esempio, si puó entrare solo in giacca e cravatta, mentre al Colehurne o al Hoist sono obbligatori il cuoio e le borchie. Al Block e al SubStation South si organizzano le feste piú hard in uniforme o in underware. Gli “orsi” si riuniscono nel Kings Arms en el Dukes e i “grassottelli” nel Bulk. I piú giovani si scatenano nel G.A.Y, mentre i piú anziani nel City of Quebec. I palestrati, infine, scendono in pista nel Central Station.

Anche le discoteche offrono una varietà di musica e di party tale da soddisfare qualsiasi gusto. Oltre alle mitiche Heaven, Fridge e Trend, che sono quelle piú famose, si puó ballare musica sud.asiatica nel Club Kali o salsa nell’exilio 229 e si puó partecipare alle feste piú alternative del Duckie o quelle in tema feticista al Fist.

L’atmosfera notturna non ha nulla da invidiare a quella delle capitali “latine” e il detto “Niente sesso, siamo inglesi!”è del tutto superato. I londinesi, al contrario, si dimostrano molto diretti nell’approccio, specialmente con i turisti, e per nulla timidi o formali: non è raro che ballando qualcuno vi metta la mano sul sedere e che girandovi di scatto vi troviate una boccetta di popper aperta sotto il naso.

L’affollamneto dei luoghi di battuage all’aperto è la riprova di questa attitudine libertina in ambito sessuale. Il Brompton Cemetry durante la pausa pranzo, l’Holland Park con il buio e l’Hampstead Heath a qualsiasi ora del giorno e della notte sono, infatti, un via vai di giovani e meno giovani in cerca di compagnia.

Per godere di un’atmosfera con maggiore self-control niente di meglio che il rituale pomeridiano-serale del pub. Solo nella centrale Old Compton Street ci sono decine di vetrine oltre le quali signori in giacca e cravatta appena usciti dall’ufficio, giovani in jeans e maglietta, modelli firmati da cima a fondo, operai in tuta, ragazzi biondo-rossicci con la pelle candida e lentiggionosa, negri, indiani e turisti chiaccherano di fronte a una birra. É qui, nella tradizionale “public house”, che Londra offre uno dei suoi aspetti piú affascinanti: il miscuglio di razze, di mode e di stili di vita che la popola.

Visitarla è come fare un viaggio intorno al mondo senza dover uscire dal “Tube”, la celeberrima e colorata rete metropolitana!

Per conoscere le ultime novità della vita gay londinese sono utili le pubblicazioni on-line www.qxmag.com, www.timeout.co.uk, e www.gaytimes.co.uk

Mentre per un’informazione piú generale il sito migliore è www.gaytoz.com

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