VACANZE PORTOGHESI

di

"Già che la vita è corta, almeno che sia ben tirata": Da Lisbona il diario di un viaggio in Portogallo.

2420 0

Si oltrepassa la linea di frontiera, e subito si viene travolte da una serie di cartelli pubblicitari che invitano a bere una certa birra. Il primo, lo si guarda di sfuggita. Del secondo, si notano colori e marca della birra. Poi – e intanto si sono percorsi svariati chilometri – alla vista di un altro cartello, si solleva lo sguardo più in alto, più su, a leggere per bene la frase che, una volta recepita, accompagnerà l’intero percorso della vacanza:”Jà que a vida è curta, ao menos que seja bem tirada”. Tradotta, significa: “Già che la vita è corta, almeno che sia ben tirata”. Eh, sì.

Il Portogallo è lungo solo cinquecento chilometri. Si può arrivare in aereo e quindi affittare un automobile per girarlo in lungo e in largo. Si può partire con qualche amica, quindi decidere di affittare un camper, oppure partire con la propria auto o la propria moto e una tenda da campeggio, all’avventura. O, ancora, partire in treno, o alloggiare in albergo, l’importante è sapere che anche in alta stagione un posto per dormire si trova sempre, perfino a Lisbona. Il percorso migliore, se si sceglie di viaggiare motorizzate, è quello che partendo dall’Italia, attraversa la costa sud della Francia, prosegue per Saragozza, Cordoba, Siviglia, fino al sud del Portogallo: l’Algarve. L’intera costa merita di essere vista, e goduta dalle sue spiagge. In alcune zone, come Albufeira, Praia da Carvoerio, o Praia da Salema, il mare è cristallino, la sabbia fine, e la vita notturna assicurata. Gay e lesbiche di tutta europa hanno già fiutato la bellezza di quei luoghi e se ne incontrano parecchi, spesso accoppiati, lungo tutto il litorale.

Punta estrema della penisola iberica, è un Paese dalla forte connotazione romantica. Un romanticismo elargito anche dalla natura, là dove i paesaggi si colorano di giallo, come in Algarve, o rosso, come in Alentejo, o verde, come in Estremadura e così via, dando piacere agli occhi, avidi di nuve immagini da ricordare.

Dopo qualche giorno al mare, viene voglia di riprendere la strada verso l’alto attraverso l’Alentejo, regione agricola per eccellenza, e ricca di artigianato. Si percorrono chilometri di campagna grassa e ben ordinata, per giungere finalmente a Evora, tappa cui non si può sfuggire se si desidera scattare foto originali e emblematiche della cultura portoghese. E’ una cittadina perfettamente conservata, anche se poeticamente decadente, che nel centro urbano conserva bellissimi resti romani e una cattedrale che merita di essere visitata. Lungo le viuzze che portano ai resti romani si possono fare acquisti di ogni genere nelle botteghe artigiane che vendono soprattutto ceramiche dipinte a mano e oggetti in cuoio. Meravigliosi i tramonti. Piacevoli le colazioni, al mattino, nelle terrazze della piazza centrale. I negozi restano aperti per gran parte della notte, e ci sono spettacoli per le strade.

Finita la visita si prosegue per Lisbona, la città da amare. Sì, perché, dopo un attimo di sbandamento causato da fatiscenza e modernità mescolate come caffè e latte, si comincia davvero a amarla come un’amante cui non si chiede nulla. Si comincia a sentirla propria, a desiderare prima di tornare ancora, poi di restare per sempre con lei. E’ una visita che va vissuta come un appuntamento d’amore, e per consumarlo senza sprecare nulla, occorre almeno una settimana di sosta. Autobus, tram e taxi, percorrono veloci e sicuri l’intera città. I prezzi sono simili ai nostri, eccetto che per la spesa nei supermercati, che costa meno.

La mattina è lenta, e quando si prende l’autobus per raggiungere Placa do Commercio, la piazza principale, che si affaccia direttamente sul fiume Tejo, gli occhi assonnati riconoscono attraverso i vetri dell’automezzo, la scritta sul grande cartellone pubblicitario: “Jà que la vida è curta, ao meno…”. Allora un sorriso affiora sulle labbra. Vivere, giorno e notte, intensamente Lisbona. Di giorno si può visitare il Museo della Marina, la Torre di Belèm, il Monastero dos Jerònimos, i quartieri come l’Alfama, la Baixa, il Chiado, il Bairro Alto. Si può bere un caffè al Caffè letterario a Brasileira, e ancora visitare il Museo degli Azulejos, visitare l’intero centro dell’Expo 98 con il suo Oceanario, un impianto costruito direttamente sul mare, che ospita le più svariate specie di esseri viventi degli oceani. E poi pranzare sulla terrazza del Centro Culturale, progettato da Vittorio Gregotti, che si specchia anch’esso sul Tejo e offre ottime mostre di arte contemporanea da tutto il mondo. Così, fino al tramonto, quando si sale a piedi fino al Bairro Alto, mentre la luce del giorno si abbassa e cominciano a sentirsi nell’aria le note del Fado. Alla fine di Travessa da Queimada, ecco le porte del Portas Largas. Lo si trova per istinto. Non espone bandierine o altro per farsi riconoscere, ma si capisce da subito che è un locale gay e lesbico. La specialità è il caipirina, che turisti e portoghesi consumano come aperitivo, mentre in sottofondo voci femminili cantano la nostalgia e la gioia di quella città incantata. L’atmosfera è pacifica. Chiacchiere di donne con donne, donne con uomini, uomini con uomini. Ragazzi e ragazze ti servono, un bicchiere dopo l’altro, il filtro dell’amore. Luci basse. Bella gente. Alle ventidue il languore diventa fame. Fuori da lì, tra le viuzze, una miriade di piccoli ristoranti. Meglio scegliere quelli che offrono cucina e vini dell’Alentejo, così si va sul sicuro. All’una di notte si vaga per il Barrio finchè l’istinto non riconduce al Portas Largas che, a quell’ora, si è riempito di gioventù e bellezza.

Tutte col bicchiere in mano, abbronzate, allegre, tutte fuori per la strada perché non c’è più posto, ma che importa. Si sta così, con la bocca in movimento fino all’alba. Gente del posto, gente di fuori. Qualcuno finirà, mano nella mano, a letto.

E il giorno della partenza si vorrebbe che non arrivasse mai. Ma arriva. Se si dispone ancora di qualche giorno meglio passarlo a Figuera da Foz. Il paese è piccolo, ma c’è molto movimento. Belle donne, spiaggie immense, pulite, quasi spettacolari. Servirà a risollevarsi dalla malinconia, prima di riprendere il viaggio verso casa. “Già che la vita è corta…”.

di jaguar

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...