VOGLIAMO "IL MALE"

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Lo storico locale di Torino rischia di chiudere perchè la titolare non trova acquirenti che ne continuino la tradizione gay. E non vuole che il posto per cui...

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Il Male, locale gay storico di Torino, rischia di chiudere. Dopo tanti sforzi per farne un punto d’incontro in libertà, dopo le lotte contro chi lo voleva chiudere (il parroco, i commercianti). Perchè la titolare, che se ne va all’estero, non trova acquirenti che ne vogliano rispettare la tradizionale vocazione gay. Mara non vuole vendere a chiunque: vuole che ‘Il Male’ rimanga un punto di riferimento per la comunità gay torinese. E ha scritto questo accorato appello sottoforma di lettera a Gay.it che pubblichiamo integralmente e volentieri.

20 Settembre 2002

Caro direttore di Gay.it,

ti lancio questo appello proprio in occasione del 10° compleanno del Male.

Esattamente il 18 Settembre 1992 con tanti sogni e speranze apriva i battenti, a Torino, un locale pubblico gay: per l’esattezza il primo.

Immaginavo che sarebbe stata una dura battaglia ma sottovalutavo l’entità di “tale battaglia”.

Non era giusto che, perché gay, fossimo tutti costretti a nasconderci anche nei nostri momenti di relax; non era giusto essere schedati e tesserati anche solo per una birra e così è nata la sfida.

Al Male qualsiasi coppia, differente per età e sesso, sarebbe entrata liberamente e si sarebbe sentita libera di coccolarsi senza discriminazioni, nel rispetto del prossimo e nei limiti concessi da un locale pubblico.

Costruii una pedana piena di cuscini dove gay, lesbiche ed etero avrebbero potuto rilassarsi, giocare e convivere in armonia.

Era un gran bel sogno, difficile da realizzare, ma stava per diventare la mia crociata.

La mia difficoltà maggiore, però, con mia grande sorpresa, non si rivelò la clientela che sebbene con tempi lunghi aprocciò questo mio discorso, bensì l’amministrazione.

Un locale pubblico gay? Giammai!

Cominciarono così a fioccare le sanzioni e si fecero sempre più frequenti le visite delle forze dell’ordine. Aiutata non poco da due articoli usciti su “Panorama” 23/05/93 e su “L’Espresso” 26/05/95, iniziai a combattere anche contro l’ottusità dei “vicini di casa” che organizzavano fiaccolate di protesta, e persino contro il parroco della chiesa di zona il quale deviò una processione che seguiva il suo corso da 35 anni portandola a fermarsi proprio davanti al Male.

Di ricorso in ricorso riuscii a tenere in piedi il Male, ma che fatica!

Ora Il Male è il locale storico di Torino: un punto di riferimento per gay e lesbiche, un’istituzione uscita ormai indenne dalle minacce dell’ignoranza e della discriminazione.

Oggi, proprio nel giorno del 10° compleanno del Male lancio un appello ai gay e lesbiche d’Italia che credono in questo mio enorme lavoro e che abbiano voglia di prendere il mio posto.

Io accuso stanchezza, ma stringo i denti e tengo duro in attesa di qualcuno che porti avanti con amore e dedizione questo locale storico di Torino, non facendo sparire nel nulla questo mio grande impiego di energia.

Faccio appello a tutti i lettori e ringrazio te, David, Stefania e Gay.it per la grande disponibilità e per aver creduto in me dandomi l’opportunità di sensibilizzare i lettori, in questa mia ulteriore fatica per non vedere l’ennesimo locale diventare… un ristorante cinese.

Un abbraccio forte,

Mara.

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