A TUTTO MUSCOLO AI GAY GAMES

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Parte la sesta edizione delle Olimpiadi Gay. A Sydney, oltre dodicimila atleti in rappresentanza di settantadue Paesi. Ecco le squadre italiane.

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SYDNEY – Nonostante le durissime ristrettezze finanziarie, tutto è pronto, o quasi, per la sesta edizione dei Gay Games, le "Olimpiadi gay", in programma a Sydney dal 2 al 9 novembre, cui partecipano 12.524 atleti da 72 diversi Paesi impegnati in 31 sport differenti. Dall’Italia sono attesi 35 partecipanti, 30 uomini e cinque donne, che rappresenteranno i nostri colori nel nuoto, nella pallavolo, nell’atletica leggera, nel tennis, nelle maratone e anche nel calcio femminile.

Con lo slogan "partecipazione e inclusione", i Gay Games sono aperti a tutti quelli che hanno voluto partecipare, qualunque sia la loro sessualità, età, abilità o status Hiv. Tra i partecipanti (età compresa tra i 20 e i 90 anni) ci sono 3.896 donne che per alcuni paesi – Malaysia, Namibia, Nuova Zelanda, Taiwan – partecipano anche in numero maggiore rispetto agli uomini, e anche molti atleti provenienti da paesi dove l’omosessualità è tutt’ora condannata e perseguitata. Partecipano 200 squadre di volleyball e 100 di calcio, oltre a 1500 nuotatori e 1.000 giudici. In alcune specialità, tempi e risultati saranno raccolti dagli stessi giudici federali già impegnati nelle Olimpiadi del 2000 e quindi eventuali record saranno ufficialmente registrati ed omologati.

Ma non sarà solo sport agonistico ai massimi vertici: oltre alle gare si svolgerà anche un festival culturale con decine di spettacoli musicali, di danza, di teatro, mostre di arti visive, ma anche conferenze e dibattiti sui diritti civili ed umani (da quella di Amnesty International a quella sull’omosessualità nelle culture indigene o quella sulla discriminazione nei posti di lavoro) che serviranno a fare il punto della situazione per le comunità G.L.B.T. nelle varie realtà di tutto il mondo.

Gli organizzatori hanno dovuto però operare con un budget ristrettissimo pari a 8,8 milioni di euro, contando su oltre 4000 volontari e su artisti di nome che si esibiranno per cifre nominali.

I giochi saranno inaugurati dal governatore generale del Nuovo Galles del sud Marie Bashir e il discorso di apertura sarà affidato al giudice dell’Alta corte Michael Kirby, che è apertamente gay. La cerimonia di apertura nello stadio olimpico della città, lo stesso delle Olimpiadi del 2000, si richiamerà al famoso Gay Mardi Gras di Sydney la cui sfilata di carri mascherati attira ogni anno fino a mezzo milione di spettatori. Come è tradizione nel Mardi Gras, la cerimonia sarà aperta dalle rombanti ‘dykes on bykes’, le lesbiche a cavallo di potenti moto e comprenderà fuochi d’artificio, una parata di drag queens, bande musicali in marcia ed uno spettacolo di star tra cui l’"icona" delle lesbiche, la cantante canadese KD Lang, oltre a Jimmy Sommerville, Tina Arena, Deborah Cheetham e Judi Connelli.

In tutto questo si colloca anche la rappresentanza italiana costituita in totale da 35 atleti, molti meno, purtroppo, degli 80 che nel 1998 parteciparono ad Amsterdam, più facilmente raggiungibile.

Il gruppo più nutrito sarà rappresentato dalla squadra dei nuotatori, che per la prima volta si propongono ai Gay Games come squadra nazionale: Gruppo Pesce Master – Italy. La maggior parte di loro proviene dalle due squadre agonistiche di Milano e Roma, dove si sono formate come prime realtà sportive dichiaratamente gay ed ufficialmente riconosciute (da ricordare la manifestazione milanese "Swim for Life" che si svolge ogni anno il 1° dicembre per la raccolta di fondi per l’assistenza ai malati di AIDS e che quest’anno sarà effettuata a Cologno Monzese).

Gli atleti italiani parteciperanno malgrado il notevole investimento economico, completamente a proprio carico, visto che in Italia ancora non esiste la cultura per sponsorizzazioni di questo tipo di eventi, né tantomeno ci sono aiuti dalle federazioni sportive o da enti e istituzioni e molto spesso è già un’impresa riuscire ad ottenere degli spazi per gli allenamenti.

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D’altro canto, dalla stampa e dai media italiani ancora poco o niente è stato detto sull’evento sportivo che all’estero gode invece di grande risonanza. Forse è anche per questo che paesi come la Svizzera e il Belgio avranno più atleti degli italiani, rispettivamente 159 e 100, partecipanti a questi giochi australiani.

Proprio per sopperire alla carenza di informazione, il Gruppo Pesce Roma, in collaborazione con il Circolo Mario Mieli di Roma, ha deciso di mettere a punto uno "Speciale Sydney" che sarà messo in onda in contemporanea sui due siti del Gruppo Pesce www.gruppopesce.org e su quello del Mieli www.mariomieli.org. Si potranno così consultare le schede tecniche dei nuotatori italiani partecipanti e si potrà consultare una sorta di notiziario quotidiano su quanto avverrà a Sydney, arricchito di foto e commenti. Le notizie riguarderanno in particolare i "pesci" italiani, ma anche i risultati in cui saranno coinvolti atleti italiani negli altri sport.

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