AIDS, ALLARME AMERICANO

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Usa: raddoppia tra i maschi gay il tasso di infezione HIV

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NEW YORK – Un recente studio condotto a San Francisco mostra che tra i maschi gay il tasso di nuove infezioni HIV è piú che raddoppiato dal 1997 ad oggi e continua a crescere. Si è passati dal 1,04% del 1997 al 2,2%, con un 4,6% all’interno della popolazione maschile gay che fa uso di droghe intravena. "Stiamo assistendo a una ripresa dell’epidemia, anche se non è lontanamente paragonabile a quello che abbiamo osservato durante la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta" commenta Willi McFarland del San Francisco Department of Public Health.

I dati mostrano che l’allarmante trend di crescita, dopo anni di declino e stabilizzazione della percentuale di nuove infezioni, si sta verificando nelle maggiori città americane: New York, Los Angeles, Chicago, Seattle, Miami. I ricercatori annoverano tra le cause di questa rimonta dell’infezione la falsa percezione che le nuove medicine utilizzate per combattere il virus e i suoi effetti possano "curare" l’AIDS, l’uso delle c.d. "party drugs" come le metamfetamine che spingono ad avere sesso non protetto e da ultimo il fatto che molti giovani non hanno mai conosciuto qualcuno che sia morto per complicazioni da AIDS.

Con questa triste notizia si apre una nuova era qui negli Stati Uniti. L’amministrazione Bush si è da poco insediata a Washington e i primi segnali non promettono bene. L’economia comincia a scricchiolare, e la grande priorità del neopresidente è quella di un megataglio alle tasse che si rifletterà inevitabilmente in tagli in quei programmi che la destra reazionaria ora al potere non ha mai tollerato. Si è cominciato col tagliare fondi alle organizzazioni che offrono aiuto internazionale per aborto e controllo delle nascite. Si passerà ora all’educazione, ai programmi di informazione sui problemi sociali, come quelli sull’HIV/AIDS. La nuova first lady si è già pronunciata qualche giorno fa. Lei e suo marito, ha detto, credono nell’astinenza come metodo sicuro e efficace per evitare l’aborto e la diffusione di malattie come l’AIDS.

Ma c’è da fare anche un serio mea culpa all’interno della comunità gay americana. Perché il lavoro degli attivisti non raggiunge che una piccola percentuale della popolazione omosessuale? Perché molta parte dei frequentatori dei locali gay e delle chat-rooms gay non si riconosce all’interno della comunità? Ed il gay business? Non ricordiamo neanche piú quando abbiamo visto un distributore di preservativi all’interno di un bar o di una disco.

di Gabriele Zamparini – da New York

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