AIDS: COSA FA ARCIGAY?

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Un lettore indignato: "Il 1° dicembre nelle piazze non c'erano bandiere rainbow contro le disposizioni del governo". Risponde il segretario nazionale Mancuso: "La battaglia è appena iniziata"

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Anche nella giornata mondiale sull’AIDS le associazioni italiane più rappresentative sul territorio nazionale (leggi Arcigay), rappresentate persino in parlamento attraverso il loro presidente storico (leggi Grillini), hanno dimostrato a tutti gli omosessuali italiani che non è ancora venuto il momento di dichiarare al mondo la nostra omosessualità.

Dato il clamore delle iniziative antistoriche dell’attuale governo italiano, che ha nuovamente cancellato il preservativo dalle voci “presidii anti.AIDS“, contrastato apertamente da altre associazioni “etero”, che hanno rinunciato alla loro giornata di autofinanziamento più importante, ci si sarebbe aspettati (noi poveri omosessuali dichiarati) un sostegno di piazza da parte di Arcigay e delle altre associazioni di omosessuali.

Finalmente liberati dell’ultimo velo e dall’ultimo tabù avremmo voluto vedere le bandiera raimbow sventolare in tutte le piazze d’Italia per mostrare il nostro volto e per regalare a tutti la nostra gioia per la vita, la nostra amicizia e qualche preservativo.

La scelta di chiudersi nei locali gay per consumare i 100.000 preservativi, invece, possiamo immaginare come sarà ridicolizzata dagli omofobi di destra e di sinistra e se permettete anche da me, omosessuale dichiarato, costretto ancora una volta a combattere da solo la battaglia della visibilità.

VS integerrimo
Manliok

Caro Manliok,

l’Arcigay ha promosso in questi giorni una Campagna nazionale per la diffusione del preservativo che è essenzialmente rivolta ai Circoli ricreativi, ma questo non ci ha impedito di organizzare in circa 40 città d’Italia iniziative pubbliche, presidi, banchetti, feste, ecc. per denunciare il fatto che da ben tre anni il Ministero della Sanità non mette in piedi campagne di informazione e prevenzione sull’Aids. Allo stesso tempo stiamo protestando, sia in Parlamento (l’on. Grillini ha agitato un preservativo sotto il naso del Ministro), sia nel Paese attraverso le iniziative di cui sopra, contro il vergognoso opuscolo rivolto alle scuole che cancella il preservativo e consiglia l’astinenza.

La Campagna dei 100.000 preservativi è nata per mettere in guardia i gay italiani, che grazie anche alla disinformazione che sta passando sui mass media, pensano che l’Aids sia ormai quasi sconfitta e che il vaccino sia vicino. E’ altresì obiettivo della Campagna imporre, a tutti i Circoli ricreativi Arcigay, l’obbligo di avere nei propri locali scorte di preservativi da consegnare gratuitamente a chi li chiede. Secondo me tutto ciò è un positivo passo in avanti per far si che, anche in Italia, la prevenzione sia effettiva e non solo nominale, e magari soltanto il primo di dicembre.

Infine, per quanto riguarda ciò che sta accadendo in questi giorni con la pubblicazione dell’osceno opuscolo, ti garantisco che la battaglia è appena iniziata e che, come tu ricordi, nessuno si può più illudere: il velo di paura è stato squarciato e come Arcigay faremo la nostra parte per far si che sempre più gay abbiano il coraggio di lottare per i loro diritti.

Un caro saluto

Aurelio Mancuso, Segretario nazionale Arcigay

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