AIDS: OBIETTIVO PREVENZIONE

di

Parte l'11 luglio la XV Conferenza Internazionale sull'Aids di Bangkok. Per gli esperti, "sarà un congresso politico e economico". Al centro, educazione e strategie alternative.

524 0

ROMA – Alla Conferenza Internazionale sull’Aids di Bangkok, che comincia domenica 11 luglio, si tornerà a parlare di prevenzione, educazione e strategie alternative, “visto che come prevede la rivista ‘Lancet’ che uscirà in edizione speciale per l’occasione, all’appuntamento con il vaccino mancano almeno 10 anni”. A introdurre i temi che saranno affrontati la settimana prossima, all’appuntamento in Thailandia con i maggiori esperti mondiali, sono alcuni dei più importanti ricercatori italiani, oggi a Roma.
“Ormai il numero dei malati si avvicina a 50 milioni. Anche perchè non c’è stato il calo delle infezioni in Africa che ci si aspettava. In più il centro e il sud-est asiatico e l’America Latina rappresentano pericolosi bacini di infezione”, spiega Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. “Sarà un congresso dalla chiara valenza politica ed economica – prosegue – basti citare il prossimo programma di screening che la Cina si appresta a lanciare, il più vasto mai pensato, che verrà realizzato con l’importante sostegno degli Usa e a cui parteciperà in piccola parte anche l’Italia”.
“Sul fronte delle cure invece – interviene Mauro Moroni dell’università degli Studi di Milano – importanti novità non ce ne sono. E restano in piedi tutti i problemi tipici delle malattie croniche: tossicità, scarsa adesione alle cure, emergenza per varianti del virus resistenti ai farmaci o chimere. Tutte questioni già conosciute e destinate a cambiare l’epidemiologia e la clinica della malattia nel prossimo futuro”.
Semmai a Bangkok si punteranno i riflettori su strategie innovative e alternative. “Per esempio si discuterà del momento ottimale per l’inizio della terapia. E’ caduto infatti – continua Moroni – il tabù della terapia intermittente. Se si inizia tempestivamente è possibile sospendere la cura anche per anni in presenza di un abbassamento consistente della carica virale”. Ma a Bangkok verrà presentato anche un test ‘made in Italy’ “che consentirà di misurare il grado di tossicità della cura attraverso la valutazione del grado di compromissione dei mitocondri, cioè della centrale energetica delle cellule”.
Qualche altra novità arriverà da farmaci immunomodulanti che “agiscono favorevolmente sui Cd8, linfociti che hanno il compito di individuare le cellule infette e distruggerle. Si tratta di studi preliminari che dimostrano però come questi prodotti possano essere utili in caso di infezioni acute, risposte discordanti delle terapie o, in un prossimo futuro, per potenziare l’effetto dei vaccini”.
Ma tutti gli esperti italiani sottolineano come a Bangkok si tornerà a parlare di prevenzione e strategie educative. “Proprio in un Paese, la Thailandia, dove più efficacemente una politica di promozione del profilattico si è rivelata un successo, arrivando a imporre i preservativi anche nelle case di appuntamento per arginare la diffusione della malattia. Si porrà la massima attenzione alle realtà di Paesi in piena emergenza, come la Cina e l’ex Unione sovietica, dove i tassi di crescita dell’Aids arrivano anche al 1.000%”. Secondo Lancet “non si è alla fine del tunnel e oramai si deve parlare di singole epidemie di Aids locali, nelle diverse aree del mondo, da combattere sul posto”.
In occasione della conferenza, si svolgerà anche l’Aids Film Festival di Bangkok (il festival cinematografico dedicato alla comunicazione sull’Aids in programma dal 12 al 15 luglio), all’interno del quale l’Italia è presente con ‘Big Brother Aids‘, un film-documentario di Giulio Cederna e Paolo Novelli, prodotto da AMREF – Fondazione africana per la medicina e la ricerca.
Per AMREF Italia si tratta di un evento prestigioso, perchè è l’unico film di produzione italiana a essere stato selezionato per il festival (e dall’Europa giungerà a Bangkok solo un altro film, olandese). Il filmato, incentrato sull’importanza strategica della parola, della comunicazione e dei media nella lotta all’AIDS in Africa, è già stato trasmesso su Raitre il 22 febbraio, in seconda serata. Occasione della proiezione, la rassegna di documentari d’autore ‘Doc 3’, che nasce dalla selezione di prestigiosi filmati scelti tra quelli prodotti da grandi societ… estere e da coraggiosi produttori indipendenti.
‘Big Brother AIDS‘ racconta il ruolo strategico della comunicazione e dei media nella lotta alla peggiore epidemia che l’uomo abbia mai dovuto affrontare, attraverso le vicende e le testimonianze personali di Henry, giovane sieropositivo scelto per intervistare Nelson Mandela a Johannesburg; Mama Joyce, capo progetto di AMREF nella baraccopoli di Makerere, colpita essa stessa negli affetti più cari; Sanyu Nikinzi, conduttrice di un programma radiofonico dedicato alla prevenzione della malattia; e Faridah, figlia di un guaritore tradizionale morto di AIDS e volontaria di AMREF.
Con ‘Big Brother AIDS‘, l’AMREF e Raitre hanno risposto all’appello che il 15 gennaio scorso, a New York, il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha lanciato con il ‘The Global Media AIDS Initiative’, un progetto teso a coinvolgere le televisioni di tutto il mondo nella lotta all’Aids.

Leggi   HIV, nessun contagio se ci si cura: lo studio che lo conferma
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...