ARREDARE CON LA PLASTICA

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Pratica, resistente e colorata, una soluzione di stile

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Coloratissima, allegra, resistente, adatta a soddisfare le esigenze di un pubblico attento alle novità, la plastica fa ingresso nelle nostre case negli anni ’50.

Partita dagli USA arriva in Europa e fa piazza pulita dei vecchi mobili e complementi d’ arredo.

Ecco la vecchia cucina, tradizionalmente bianca, di legno, vestirsi di colore grazie alla formica, al laminato plastico con una vasta tavolozza di colori pastello.

Ecco la realizzazione di un sogno di molti designer: una sedia fatta da un solo pezzo grazie alla plastica stampata e alla vetroresina, in una variante notevole di colori, per tutti i gusti. Ricordiamo due degli esempi più eclatanti:

– gli americani Charles e Ray Eames (tra i più famosi designer americani) creano nel ’48 la sedia mod. DAR, realizzata da Herman Miller

Eero Saarinen disegna la famosa sedia mod. TULIP con relativo tavolo, prodotti ancora oggi da Knoll.

Dopo un primo exploit negli anni ’50, è nel decennio immediatamente successivo che la plastica si afferma, non piu’ come materiale sperimentale, ma viene adoperata per i più svariati impieghi: lampade, radio, giradischi, macchine fotografiche, occhiali, usata anche in chiave trasgressiva, divanta il materiale prediletto dall’ avanguardia italiana del radical design.

Se da un lato, grazie alla tecnica dello stampaggio, la versatilita’ del materiale permette di realizzare impensate forme plastiche, quasi scultoree di vivaci colori, dall’altro lato si studia la funzionalita’ delle forme legato alla comodità e alla fantasia.

Nascono così una lunga serie di sedute impilabili, comode da immagazzinare quando non si usano:

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