ARREDARE, NUOVA RUBRICA DI ELLE

di

Anna Cordero, insegnante di arredamento d'interni, inaugura la nuova rubrica attraverso un pensiero di Le Courbusier. D'ora in poi, ci guiderà in questo viaggio fatto di idee e...

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^S"L’intuizione opera per illuminazioni improvvise". Le Courbusier.^s

Charles Edouard Jeanneret, nasce il 6 Ottobre 1887 a La Chaux-de-Fonds, nel 1920 sceglierà lo pseudonimo di Le Courbusier,prendendolo in prestito da un antenato, il padre e il nonno erano incisori, la madre musicista.

La famiglia Jeanneret era originaria del sud della Francia, Ugonotti convinti e perseguitati emigrarono nel XVI secolo nel Giura ( Svizzera), dove vi rimasero sempre.

Nel 1930 Le Courbusier ottenne

nuovamente la cittadinanza francese, questi dati sono significativi per spiegare il temperamento controverso, difficile e spigoloso, ma coraggioso di un personaggio affascinante e discusso, proiettato costantemente nella lotta e nella ricerca.

Mi chiamo Anna Cordero, mi occupo di architettura d’interni e arredamento, sono emozionata all’idea di intraprendere questo viaggio che ci proietterà nel mondo meraviglioso – e qualche volta dispendioso – dell’arredamento, del design, dell’arte, dell’architettura,etc.etc.

Spero di intrattenervi piacevolmente con argomentazioni interessanti e idee divertenti, certamente gli argomenti che questa rubrica ospiterà di volta in volta, possiedono già di per sè un loro fascino indiscusso, sarà quindi un compito meno arduo del previsto, introdurvi nel mondo "effimero" – mica tanto – della bellezza.

Arredare, progettare, decorare, sono termini astratti, che non riconosciamo nostri se non attraverso la nostra esperienza personale, in fondo è facile pensare alla nostra casa come ad un contenitore, e quindi al termine arredare, sinonimo di riempire; in realtà non è così, o almeno non è così semplice.

Tutto ciò esprime un concetto molto più complesso e forse anche più poetico, la nostra casa dovrebbe essere una sintesi di bellezza e funzionalità, rappresentativa del nostro gusto, ma anche della nostra personalità, delle forme, dei colori, dei profumi, che ci rappresentano e che ci fanno ricordare agli altri nella nostra unicità. La nostra casa è il nostro regno, la nostra tana, il nostro anfratto, il nostro eremo, il nostro "centro" sociale.

L’intuizione è come un fulmine che attraversa la notte, e ci offre un’improvvisa chiarezza delle cose, da quel momento in poi sappiamo come muoverci, sappiamo in che direzione andare, lui il grande Maestro del

razionalismo sicuramente aveva molto chiaro questo concetto.

Difficile comprendere una personalità così complessa, Le Courbusier progettava case come scatole – le unità abitative di Marsiglia – ville sorrette da "pilastri " di cemento – i pilotis – che svettavano nell’aria come fenicotteri sugli stagni come Casa Savoie a Poissy. "Penso che se si riconosce qualche significato alla mia opera d’architetto, è a questa segreta fatica che si deve attribuirne il valore profondo" diceva. Egli considerava il proprio lavoro una sperimentazione, una ricerca continua e instancabile, da questa meravigliosa fucina, sono nati progetti incredibili e affascinanti, come la Cappella di Notre Dame –du – Haut a Ronchamp orientata secondo la tradizione con l’altare a est e inglobante tre piccole cappelle, illuminate naturalmente, da spacchi-finestre dalle forme irregolari sulle mura perimetrali, un magico esempio di "purismo razionalista" che incontra la spiritualità. La mano aperta di Chandigarh nel Punjab- quella mano aperta rivolta verso un cielo avaro di ricchezze e pace, voluta da Nerhu, discepolo di Gandhi, un ponte ideale fra occidente e oriente.

Con il Modulor Le Courbusier esprime la propria indiscussa genialità, introducendo una nuova scala dimensionale, universalmente applicabile all’architettura come alla meccanica, e che si basa sulla proporzione aurea. Per questa invenzione illuminante ricevette i complimenti di Albert Einstein che così gli scrisse: "Si tratta di un sistema dimensionale che rende difficile il male e facile il bene".

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Se non fossi certa della passione di Picasso per le donne potrei pensare che la loro assidua frequentazione celasse torbide e segrete passioni e da un certo punto di vista era davvero così: Le Courbusier era un seguace

appassionato del movimento cubista, nonché amico intimo di P.Picasso.

Il suo " Esprit Nouveau" si libera idealmente nella fusione dello stile purista con il movimento cubista, caratterizzando il proprio linguaggio architettonico in fusione della "Forma e della Sintesi".

Tanto importante quanto i suoi progetti architettonici, fu la sua produzione di design industriale, ricordate la famosa chaise longue di "froidiane" memorie? E’ proprio la sua, la famosa LC4, quella scopiazzata da "cani e porci ". Essa è sorella di tutta una serie di LC che rappresentano la sua produzione di designer.

La sua morte fu "avventurosa" e misteriosa quanto la sua vita, lo colse improvvisa durante una nuotata al largo di Cap Martin il suo "posto delle fragole". Era il 27 Agosto 1965.

Queste modeste riflessioni vogliono essere un tributo di ammirazione verso uno dei grandi Maestri del 900, mi sembrava il modo migliore per iniziare questo viaggio.

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