BRASILE: GUERRA SUI CONDOM

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Duro scontro tra Governo e Chiesa sull'uso del profilattico per proteggersi dall'Aids: bloccato un video che condanna le posizioni vaticane. Ma i preti insorgono: non si può offendere...

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SAN PAOLO – La Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) ha definito un “affronto” e un “insulto” la posizione del ministero della sanita’ di Brasilia, che condanna il no della Chiesa all’uso del preservativo come prevenzione dell’Aids.
Una lettera aperta del Programma nazionale di prevenzione dell’Aids del ministero affermava nei giorni scorsi che “la Chiesa sbaglia a insistere sul fatto che il preservativo non protegge davvero nei rapporti sessuali, e in questo modo potrebbe star commettendo un nuovo delitto contro l’umanita’”. La lettera e’ stata inviata al pubblico ministero di Rio de Janeiro, che in precedenza aveva sospeso la diffusione di un video di lotta all’Aids su richiesta dell’arcidiocesi di Rio, e alle associazioni che hanno realizzato il video.
“Mentre cerca di far prevalere il suo punto di vista teologico, mette in dubbio verita’ scientifiche ormai comprovate e certe, e cosi’ mette a repentaglio la vita di persone che, per obbedienza religiosa, finiscono per rischiare – si legge ancora nella lettera del ministero della sanita’ – Quando si ha a che fare con vite umane, non si ha il diritto di sbagliare”.
Il video, preparato da Ong di professioniste del sesso, gruppi gay e sieropositivi, associa le restrizioni all’uso del preservativo alle posizioni della Chiesa all’epoca dell’inquisizione e delle persecuzioni contro gli ebrei. Chiede inoltre quanto tempo ci vorra’ perche’ la Chiesa sia obbligata a chiedere perdono alle vittime dell’Aids, come ha fatto per altre vicende di cui la storia ha decretato la condanna. E si conclude con l’immagine di un preservativo, e lo slogan polemico “Peccato e’ non usarlo”.
La reazione della Chiesa brasiliana, e della Cnbb in particolare, e’ stata particolarmente dura. “Nessuno ha diritto di insultare la Chiesa, quello e’ un affronto, un insulto, da’ l’impressione che la Chiesa voglia la diffusione dell’Aids – ha detto Rafael Llano Fuentes, presidente della Commissione Famiglia e Vita della Cnbb – La campagna e’ indecente e spinge alla promiscuita’ sessuale”.
Un comunicato ufficiale del presidente della Cnbb, il cardinale Geraldo Majella Agnelo, riprende gli stessi toni e concetti. “La Chiesa propone e non impone i suoi argomenti a nessuno, ma neppure accetta la demonizzazione e i preconcetti contro le sue convinzioni e l’imposizione alla societa’ di un pensiero ufficiale e univoco. La Chiesa si sottomette, senza timore, al tribunale della storia e al giudizio di Dio”.
Il documento critica anche la distribuzione di preservativi nelle scuole pubbliche, affermando che “potrebbe essere recepita dagli alunni come un incentivo all’esercizio della sessualita’ senza limiti e senza freni”.
“Volevamo evitare attriti e polemiche con la Chiesa – ha ribattuto Alexandre Granjeiro, coordinatore del programma brasiliano di lotta all’Aids, premiato dall’Onu, che appoggia la diffusione del video e la distribuzione dei preservativi – Ma adesso la Chiesa ne sta facendo una campagna pubblica, e noi dobbiamo garantire il diritto della societa’ alla discussione democratica e all’informazione alla popolazione”.
“Di fronte ad un’epidemia come quella dell’Aids, non c’e’ spazio per discutere strategie che notoriamente non sono efficaci, come l’appello all’astinenza e alla fedelta’ – ha aggiunto Granjeiro – Mentre perdiamo tempo con una discussione superata, c’e’ gente che muore e gente che si infetta. Non facciamo campagne di prevenzione per chi non fa sesso, ma piuttosto per chi lo fa”.

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