CARO VECCHIO TELEFONO

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Come eravamo: arredare con i modelli anni '60

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Siamo ormai nell’ era della telefonia cellulare, il telefono diventa sempre piu’ personale e piccolo, ma frequentemente, amatori e persone attente al vintage, cercano i classici telefoni che abbiamo tutti usato fino a pochi anni fa, e che si trovavano in tutte le case, anche appesi al muro.

Prima in legno, poi negli anni ’50 erano neri in bakelite, poi con l’ avvento della plastica sono diventati piu’ allegri con forme originali e colori diversi.

Negli anni ’60 ricordiamo il modello Unificato della Sip, disegnato da Lino Saltini, color beige chiaro-caffelatte (all’ inizio era rigorosamente nero), che con piccole modifiche ha resistito nelle nostra case fino ai nostri giorni adottando negli anni colori sempre piu’ sgargianti: giallo, arancio, trasparente, verde, rosso ecc.

Con questi colori, il modello Unificato è diventato un oggetto di culto per collezionisti di modernariato e amanti del design, dell’ oggetto diverso e personalizzato da inserire in un arredo non banale. Il suo design con angoli smussati e forme morbide si proponeva come una ottimale soluzione ergonomica, senza dimenticare l’ accattivante vezzo del disco combinatore trasparente e dopo decenni d’ uso quotidiano forse lo ha reso un po’ superato, ma rimane sempre un bell’ esempio di industrial design.

Il "colore" introdotto già alla fine degli anni ’50, diventa motivo di sfizio per i giovani acquirenti che iniziano ad avere il loro telefono in camera.

Diffusissimo negli ambienti di lavoro è stato per molti anni il telefono azzurrino con i tasti trasparenti luminosi per l’ interfono, disegnato per Safnat da Marcello Nizzoli nel 1958.

Un altro passo verso i telefoni di oggi è stata l’ introduzione della tastiera in sostituzione del disco combinatore. Questo è uno dei primi cambiamenti che hanno portato il telefono ad essere un oggetto in continua evoluzione, firmati da grandi architetti e stilisti sono diventati un oggetto di moda e un complemento d’ arredo.

Non possiamo dimenticare due apparecchi telefonici che hanno piu’ di altri lasciato un segno nel nostro ricordo: il modello Ericophon (disegno scandinavo) della fine degli anni ’50, che grazie alla plastica stampata è realizzato in un unico pezzo e con il disco sotto il piedestallo: la varieta’ dei colori ne ha fatto un modello di modernariato intramontabile e molto ricercato.

Il secondo telefono da ricordare è il modello Grillo (design Zanuso-Sapper) per Sit Siemens nel ’66. Questo apparecchio impiega un meccanismo a cerniera che chiudendo le 2 parti su se stesse prende la forma di un guscio, il nome deriva dal classico suono: Grillo.

Entrambe questi 2 modelli rispecchiano una ricerca veramente creativa per un oggetto del genere e diventano così oggetti-scultura.

Una panoramica piu’ ampia ci fa ritrovare altri modelli, magari meno visti ma sempre molto interessanti e ricercati sul mercato del modernariato:

– mod. Rialto (design Zanuso), la forma a ponte richiama il famoso ponte di Venezia

– mod. Enorme (design E. Sottsass), particolari sono le linee rette pulite e l’ apparecchio è formato da tanti parallelepipedi di diverso colore assemblati assieme

– mod. Parola (design Cavazza), realizzato in gomma opaca è riconoscibile chiuso dalla forma a saponetta.

Non dobbiamo tralasciare i telefoni di fantasia con forme varie di fiore, frutta, labbra, auto, ecc. tutti frutto di una produzione diventata poi gadget.

Ora nelle case troviamo telefoni con linee anonime che solo in pochi casi si distinguono per originalita’ delle forme e per allegria dei colori; ma tutto questo è soppiantato dai cellulari, tra cui i primi esemplari, quelli con la valigetta delle batterie da portare a spalla, sono da alcuni già richiesti come pezzi da collezione.

Per ulteriore idee di arredo, consultate il sito http://www.spazio900.it/.

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