COME AVERE FIGLI DA GAY?

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Il desiderio di paternità non muore con l'omosessualità. Ma con il sistema legislativo attuale, può una coppia gay sperare di avere un figlio?

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E’ possibile in qualche modo adottare (o avere tramite una donna) un figlio per una coppia gay di due uomini?

Caro Fabio, ho già risposto in questa rubrica on line ad un’altra domanda, simile alla tua, per quanto riguarda l’adozione di un minore da parte di una coppia gay. Per la legge italiana ciò non è possibile: non possono adottare né i single, né le coppie gay, né le coppie etero non sposate; possono accedere all’adozione solo le coppie sposate, e quindi etero. Si sta discutendo – e potrebbe diventare legge fra non molto – di estendere il diritto all’adozione alle coppie etero unite di fatto.

Per gli/le omosessuali ci sarà ancora molto da attendere. Ma tu chiedi anche se è possibile per una copia di due uomini avere, tramite una donna, un figlio. La risposta è assai complessa.

Vediamo di semplificare.

Escluso, a quanto capisco, che uno dei due uomini intenda inseminare naturalmente una donna, è possibile procedere all’inseminazione artificiale con lo sperma di uno dei due uomini (credo che allo stato attuale della scienza sia possibile inseminare artificialmente anche con una coppia di gameti, provenienti da due donatori diversi). Al momento della nascita, però, il figlio nasce della madre surrogata che, se è d’accordo, può indicare in uno dei due uomini il padre naturale: quest’ultimo può riconoscere il figlio come proprio.

Come vedi, il figlio, in ogni caso, nascerà di un padre solo. La madre "artificiale" può, al momento della nascita, non assumersene la maternità, indicando invece il padre naturale (sempre uno solo, ovviamente) e costui riconoscere il figlio, che così nasce solo del padre, senza la madre. Però, sempre del figlio di uno solo si tratta, e non della coppia. Si badi che per l’intera operazione occorre trovare una donna compiacente, poiché in Italia l’"utero in affitto" è, sotto più versi, vietato e se poi dovesse nascere una controversia sarebbero guai seri. Infine, rimane l’ipotesi di compiere la stessa operazione in un altro paese in cui l’"utero in affitto" è pacificamente ammesso e non vi sono problemi al non riconoscimento da parte della madre ed invece al riconoscimento da parte del padre: le cose si semplificherebbero, ma comunque il neonato, portato in Italia, sarebbe sempre e comunque figlio di uno solo dei due aspiranti padre.

Avv.Ezio Menzione

di Ezio Menzione

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