CUORE E HIV

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Il virus e i farmaci possono aumentare il rischio di problemi cardiaci nelle persone sieropositive. Ma una corretta condotta alimentare aiuta a prevenire ogni disturbo.

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Nuove ricerche hanno confermato che, grazie alle conquiste effettuate nel campo dei trattamenti anti-Hiv, il numero di europei che muore per malattie connesse con l’Aids continua a diminuire in maniera costante. Questo dimostra il grande valore che questi trattamenti hanno avuto sulla salute delle persone sieropositive. Ma il fatto che alcune indagini mostrino che le malattie cardiache in soggetti con Hiv sono in crescita, potrebbe voler dire che, almeno in alcuni casi, i disturbi cardiovascolari sono un problema in più da affrontare.
La ricerca medica recente in California che riguarda le persone sieropositive, ha mostrato che uomini e donne con Hiv più giovani hanno maggiori possibilità di avere disturbi cardiaci che le persone della stessa età che non hanno l’Hiv. Il rischio era ancora maggiore nei giovani che seguivano una terapia anti-Hiv.
Non è la prima volta che le terapie dell’Hiv vengono “incriminate”: all’inizio di quest’anno, un grosso studio scientifico, che proseguirà anche nei prossimi anni, sugli effetti a lungo termine dei farmaci anti-Hiv ha rivelato che la probabilità di avere un attacco cardiaco aumenta del 16% in più ogni anno di terapia anti-Hiv. Un altro studio, però, non ha mostrato nessun incremento di decessi dovuti a malattie cardiovascolari. Il vero quadro della questione, quindi, deve ancora emergere.
Cosa aumenta i rischi di malattie cardiache?

I disturbi cardiaci sono responsabili in Gran Bretagna di un numero di morti all’anno maggiore di qualunque altra causa. I fattori più importanti che innalzano il rischio sono ben conosciuti: alcuni sono cose che non possono essere modificate (età, sesso, diabete, presenza in famiglia di un altro soggetto con disturbi cardiaci) ma molti possono essere ridotti. In particolare:
fumare
regime alimentare e consumo d’alcolici
eccesso di peso
inattività fisica
pressione sanguigna
colesterolo
L’HIV e i disturbi cardiaci
Ci sono molte ragioni per cui i medici sono sempre più preoccupati per il rischio di disturbi cardiaci nei pazienti sieropositivi. Alcuni farmaci anti-Hiv, e il virus stesso, provocano cambiamenti nel corpo, e modificano i normali processi metabolici con cui convertiamo il cibo in energia. Il colesterolo può diventare insolitamente alto, e alcuni possono sviluppare problemi con il metabolismo dello zucchero che possono condurre fino al diabete.

In aggiunta a ciò, le persone sieropositive fumano più del resto della popolazione. I dottori del Royal Free Hospital di Londra hanno scoperto che il 45% dei loro pazienti sieropositivi sono fumatori. Un tasso decisamente molto più alto della media britannica, che è del 29% degli uomini e il 25% delle donne.
Allora, se le persone sieropositive hanno maggiori motivi per prendersi cura del loro cuore, cosa possono fare per abbassare il rischio?
1. ^SSmettere di fumare^s
Esistono alcuni associazioni che hanno lo scopo di motivare, ispirare e sostenere le persone che decidono di smettere di fumare. Attraverso le loro linee di telefono amico, i loro siti internet, le loro pubblicazioni, offrono consigli sui metodi che funzionano meglio, e aiutano le persone a individuare un loro progetto personale per smettere.
Sorprendentemente, poche associazioni dedicate alle persone sieropositive attualmente offrono sostegno specifico per smettere di fumare, ma possono disporre di materiale informativo o mettervi in contatto con altre associazioni, se vi rivolgete a loro.
2. ^SSeguire una dieta adatta^s
La British Heart Foundation raccomanda di mangiare almeno cinque porzioni di frutta o verdura al giorno. Una porzione significa due cucchiai grandi di vegetali, per esempio, o un frutto fresco intero come una mela, una banana o una pera; o una piccola ciotola di insalata.
E’ importante anche ridurre la quantità di grassi saturi, cioè dei grassi nei prodotti caseari come il burro e il formaggio, nel grasso animale e nel cocco e olio di palma. Questi possono essere sostituiti con grassi polinsaturi che si trovano nell’olio di girasole o di soia, e dai grassi monoinsaturi, cioè quelli dell’olio di oliva.

Gli oli Omega 3 che si trovano nel pesce azzurro pare che prevengano i disturbi cardiaci riducendo un tipo di grasso che si trova nel sangue chiamato trigliceride. Anche se è possibile trovare molti integratori, le fonti alimentari dirette sono sempre da preferire. Mangiate pesce azzurro più volte la settimana (salmone, sgombro, aringa, sardina, tonno, trota o acciughe). I vegetariani potrebbero invece provare con le noci, l’olio di semi di lino, spinaci, patate dolci o zucca.
Troppo sale nella dieta fa alzare la pressione sanguigna, perciò è bene non consumarne più di sette grammi al giorno per gli uomini o cinque grammi per le donne.
3. ^SRimanete attivi^s
Essere in forma fisicamente è importante per stare in guardia contro gli attacchi cardiaci, perciò praticate esercizio fisico con regolarità. La British Heart Foundation raccomanda di farne almeno 30 minuti cinque volte alla settimana. Va bene qualsiasi attività fisica che innalzi le pulsazioni e provochi un pochino di affanno. Quindi ok al nuoto, alla bicicletta, alla corsa, alla camminata veloce, e persino al sesso!
Chi non si allena da molto tempo, è bene che cominci con calma, mettendosi degli scopi realistici e scegliendo un’attività che diverta. Iscriversi in palestra può essere un bel modo per avere consigli professionali e rimanere motivati.
4. ^SLimitare il consumo di alcool^s
Bere con moderazione, cioè tra una e due unità di alcool al giorno, pare possa aiutare a prevenire attacchi cardiaci, ma bere smoderatamente può provocare un grave innalzamento della pressione sanguigna e danneggiare il cuore.
Un’unità di alcool equivale a un piccolo bicchiere di vino, o una dose da bar di superalcolici, o mezza pinta di birra. E’ raccomandato che gli uomini non bevano più di 21 unità alla settimana, e le donne non più di 14. Per quanto riguarda le dosi giornaliere, non dovrebbero superare le quattro unità per gli uomini e tre per le donne.
5. ^SSe siete sovrappeso, dimagrite^s
Le persone sovrappeso hanno più probabilità di avere la pressione alta, alti livelli di colesterolo, diabete, e di essere meno attive fisicamente, tutti fattori che aumentano il rischio di disturbi cardiaci. Per questo, perdere chili costituisce, per chi è in sovrappeso, un grosso beneficio per il cuore.
Per valutare se una persona è in sovrappeso o meno, i medici usano una misurazione chiamata Body Mass Index o Indice di Massa Corporea. Si calcola dividendo il peso espresso in chilogrammi per l’altezza in metri elevata al quadrato. Così, una persona che pesi 55 chili alta 1,5 metri, ha un Indice di Massa Corporea pari a 55 diviso 2,25, cioè 24,4. Un Indice normale sta tra 19 e 25, si è sovrappeso tra 25 e 28, si è obesi oltre i 30.

Tuttavia, il peso corporeo e la distribuzione del grasso nel corpo possono essere alterati dalla infezione da Hiv e dai trattamenti antiretrovirali. Ciò che è normale per una persona sieropositiva, può non esserlo per il resto della popolazione. Infatti, molte persone con l’Hiv sono sottopeso e necessitano pertanto di acquistare peso più che di perderlo.
6. ^SL’informazione^s
L’informazione e i consigli su come proteggere il cuore sono importanti per tutti, ma le persone sieropositive hanno esigenze speciali, come il bisogno di individuare diete particolari che riducano i grassi nel sangue ma mantengano il peso corporeo, o si come scegliere il trattamento anti-Hiv minimizzando ogni rischio per il cuore e per la circolazione sanguigna.
Insieme con le indicazioni presenti qui, il personale professionale di ogni centro per il trattamento dell’Hiv può fornire consigli su cambiamenti nel regime alimentare, nello stile di vita o nel trattamento farmaceutico che possano contribuire alla vostra salute e al costro benessere a lungo termine.

I consigli contenuti su questo sito sono solo delle guide generali e potrebbero non essere applicabili nello specifico al tuo caso. Soprattutto, non intendono sostituire la discussione con il tuo medico curante, personale infermieristico o altri professionisti sanitari che sono coinvolti nella tua salute.

di Gay.com UK

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