CURARE L’AMANTE GAY

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Gravemente ammalata, desidera che sia la compagna a decidere sulla sua salute in caso di incapacità. Ma la legge, anche in questo caso, non tutela le unioni omosex....

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Sono gravemente ammalata e vorrei che a decidere della mia salute fosse la mia compagna e non, eventualmente, mio fratello (unico familiare rimasto). Ho interpellato una notaia che si è elegantemente defilata con la scusa che per lei era una cosa tutta nuova da studiare, ma il mio cancro non mi lascia troppo tempo di ricerca, vi prego datemi una mano, vivo a Roma.

Grazie Niki

Cara Niki,

innanzitutto auguri veramente sinceri per la tua malattia: spero che questo mio consiglio sia inutile, e tu vada verso una ripresa.

Ma il problema che poni è certamente cruciale ed io stesso l’ho affrontato più volte per miei assistiti. Mi pare, però, che tu avevi già individuato da sola come muoverti. Si tratta di stendere una dichiarazione in cui si dice che tu vuoi che a prendere decisioni circa la tua salute e le tue cure, nel caso in cui tu non fossi più in grado di prenderle personalmente, sia la tua compagna e nessun altro; puoi aggiungere che desideri essere assistita materialmente e terapeuticamente (le visite in ospedale) da lei. Per dare certezza alla scrittura – in se stessa assai semplice – la devi fare autenticare da un notaio o in Comune.

Per le visite e l’assistenza, questa dichiarazione è più che sufficiente.

Per le decisioni in caso di tua incapacità, invece, i problemi non sono finiti. Le decisioni per chi non è in grado di prenderle, infatti, per legge possono essere prese dai prossimi congiunti (se ci sono) e da nessun altro. Se tuo fratello si incaponisse, avrebbe probabilmente la meglio. Ma bisogna supporre che anch’egli abbia un po’ di umanità e non si opponga ad una tua chiara espressione di volontà. Altrimenti, la tua compagna potrebbe sempre cercare di ottenere dal Giudice Tutelare del Tribunale di Roma, attraverso una procedura assai semplice e veloce (che si risolve in un paio di giorni) che sia rispettata la tua volontà chioaramente espressa nella scrittura e sia lei a decidere per te.

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