DAVANTI AL PRETE OMOFOBO

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"Sei un mostro! Non meriti il perdono di Dio!" In confessionale, un lettore è stato insultato e maltrattato da un sacerdote particolarmente bigotto. Ma l'esperto lo conforta: "La...

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Caro Leo,

sono un ragazzo di 20 anni e vivo a Milano da un anno! Io sono sempre stato un ragazzo molto religioso! Dio per me è sempre stata la mia ancora di salvezza! Sono un ragazzo gay e sò che questo significa tanti sacrifici e discriminazioni ma sono fiero di quello che sono! La cosa che mi addolora però è che la Chiesa non accetta la mia condizione! Due domeniche fa in confessione ho confidato al sacerdote di essere gay e lui mi ha subito detto che ero in errore che lui mi avrebbe aiutato a ritrovare la luce! Davanti alla mia convinzione di essere nel giusto lui ha iniziato ad insultarmi definendomi un mostro! Quando io gli ho detto di sentirmi figlio di Dio lui mi ha detto che Dio non crea mostri e che se continuavo nell’idea del peccato il Signore mi avrebbe punito! Mi ha accusato di essere egoista, superbo e che il mio non è amore verso Dio! Mi ha detto che la mia condanna sarebbe stata crudele se non mi fossi consegnato nelle sue mani per guarire!

Non ha voluto ascoltare il resto della mia confessione perchè secondo lui non meritavo il perdono di Dio! Ha recitato l’Ave Maria in alta voce come se io fossi un indemoniato! Mi ha gridato di essere amante delle tenebre e non ricercatore di luce’ in più mi ha detto che un rapporto tra due omosessuali non può chiamarsi assolutamente amore ma solo passione perversa! Mi ha detto che lui immagina due omosessuali dopo essersi accoppiati come si sentono: disperati, sporchi…

Mi ha ribadito che non c’è peccato più grave contro Dio! Che noi omosessuali siamo i colpevoli del Diluvio Universale! Poi mi ha detto che l’omosessualità era stata scaturita in me da qualche cattiva compagnia durante l’infanzia! E molte cose non me le ricordo più! Ci sono stato malissimo e ci continuo a stare male! Uscendo da quella chiesa ho perso tutta la mia fiducia nei sacerdoti! Mi sono sentito improvvisamente solo e incompreso! Non solo non mi sono sentito accettato ma anche insultato! Ti prego Leo rispondimi! Ridammi la Speranza!!

Ridammi la possibilità di riavere fiducia nella Chiesa! Sò che Dio mi ama e non mi abbondenerà mai ma ho tanto bisogno di punti fermi! Capisci? E’ difficile essere omosessuali ma tanto più omosessuali credenti! Io non voglio assolutamente scegliere tra le mie inclinazioni sessuali e la mia fede! Sono due cose insite in me da sempre! Scusami se mi sono sfogato così di getto facendo ma ne avevo estremamente bisogno!

Antonio

Caro Antonio,

credevo che certi preti, così chiusi e rozzi non esistessero più. Invece l’incredibile episodio che tu mi narri dimostra il contrario e forse ne esistono altri in giro per il mondo e per l’Italia.

1) Intanto né gli insulti di questo prete né le sue minacce ti hanno smosso da una positiva certezza che abita nel tuo cuore: "Io non voglio assolutamente scegliere tra le mie inclinazioni sessuali e la mia fede! Sono due cose insite in me da sempre". Custodisci questa perla preziosa, questa bellissima convinzione che Dio ti ha regalato. Bravissimo.

2) Ovviamente anche tra i sacerdoti ci sono culture diverse ed "inculture". Qui ti sei trovato a fare i conti con un atteggiamento rozzo e con una persona incompetente. Chi ripete luoghi comuni del secolo scorso e chi si permette gli insulti gravissimi che tu hai elencato, evidentemente lascia trasparire un disturbo, una relazione malata con tutto l’ambito della sessualità. Si tratta di un prete sessuofobico, omofobico. Potrebbe anche essere un omosessuale represso, come spesso succede in chi si comporta con simile rigidità e moralismo. Il fatto che "lui immagina due omosessuali dopo essersi accoppiati come disperati, sporchi" e che ti ha espresso questa sua riflessione o fantasia, non potrebbe nascondere un’invidia, una voglia repressa, un desiderio cancellato o un episodio vissuto e ricordato con forti sensi di colpa? Spesso sotto queste "condannne inappellabili" si nascondono vissuti tormentati da parte di chi le emette. Capisco la tua giusta indignazione e non credo che sia corretto sopportare certi livelli di violenza e di insulti che sono assolutamente intollerabli, ma io vedo quest’uomo come bisognoso di aiuto, come privo di serenità, preda dell’angoscia, uno che fa danni perché dentro si sente braccato dalle sue ossessioni. Per questo a me fa tenerezza un confratello così infelice.

3) Se tu riesci a superare questo momento in cui ti è stata fatta una inaudita violenza verbale, puoi compiere dei passi decisivi. Intanto ti rendi conto dello spessore del pregiudizio ancora presente in molti uomini dell’apparato ecclesiastico e impari a distinguere con più cura. La chiesa è anche e soprattutto altro dai discorsi del papa, dai documenti vaticani, da confessori come questi. Non si tratta di maledire nessuno, ma di capire che c’é chiesa dove, come Gesù ci ha insegnato, c’é vero amore. Migliaia di teologi, di teologhe, di preti e milioni di gay e lesbiche credenti vivono finalmente in pace l’esperienza cristiana e l’esperienza omosessuale senza vedervi alcuna contraddizione.

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