DESIDERIO DI SOTTOMISSIONE

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Un lettore svela le sue voglie recondite: "sogno di essere umiliato, ma non oso confessarlo". Una analisi di cosa è e cosa non è perversione nel sesso.

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Salve, sono un 35enne di Savona, vivo abbastanza serenamente la mia omosessualità (almeno credo!), ho avuto finora due storie importanti e varie avventure, vivo solo, ho un buon numero di amici e un lavoro gratificante. Vengo al mio quesito: ogni tanto emerge in me un istinto strano, quello di essere sottomesso da un uomo. Mentre faccio l’amore oppure mentre mi masturbo, mi capita di fare delle fantasie, in esse a volte un mio ipotetico amante (o il mio partner del momento) mi umilia, mi lega al letto, mi impone di ubbidirgli, mi costringe a leccargli i piedi (…e altro), mi penetra con forza, ecc.
La cosa non mi provoca problemi o particolari turbamenti, anzi è fonte per me di grande eccitazione, malgrado non realizzi mai nella pratica queste fantasie e non ne parli con i miei partner. Mi sono confidato una sola volta, in verità, col mio ex, e mi disse che secondo lui ero un po’ “malato”. Da allora preferisco tenermi per me stesso tutto quanto… Non capisco da cosa possa essere originato questo desiderio, se debba considerarlo indice di un mio disagio psicologico o se non possa provare invece a far diventare esperienze concrete le mie fantasie.
Grazie
Donato

I modi attraverso i quali le persone – eterosessuali ed omosessuali – scoprono di poter godere del proprio corpo, e del corpo di un’altra persona, possono essere molto vari, e sono in genere condizionati da fattori sociali, culturali, storici, ecc. Un tempo era molto frequente etichettare qualsiasi “deviazione” dal comportamento sessuale ritenuto standard come “perversione”, pure l’uomo che penetrava analmente una donna compiva un “atto contro natura”. Oggi, per fortuna, le cose sono abbastanza diverse, sebbene non i tutti i campi e gli ambienti: la rigidità sessuofobica, il moralismo e l’ipocrisia in un paese come il nostro sembrano, ad esempio, fenomeni davvero inalterabili!
Attualmente si è portati a considerare perversione o “derivato di un problema psicologico” un comportamento sessuale rigido, univoco, del quale la persona non può fare a meno per procurarsi piacere e tale da non lasciare spazio ad altre forme di erotismo. Un esempio può essere l’uomo che prova eccitazione e piacere esclusivamente guardando o toccando i piedi di una donna (o di un uomo), se non le sue scarpe, ed è in grado di raggiungere l’orgasmo solo per mezzo di simili pratiche. In questi casi si può congetturare un aspetto di immaturità psicosessuale ed affettiva, in quanto il soggetto si fissa nel rapportarsi eroticamente ad una parte fortemente circoscritta dell’amante, rifuggendo così dalla sua complessità ed interezza.
I comportamenti sessuali cosiddetti sado-masochisti, quelli in cui uno dei partner sottomette e gestisce, e l’altro si fa soggiogare, sono molto frequenti nelle fantasie e nelle esperienze degli uomini gay e non solo (gli eterosessuali non scherzano affatto!). Il grado di sottomissione e anche di umiliazione, e a volte dolore, che il partner “dominante” infligge all’altro può essere notevolmente variabile, concordato mutuamente tra i partner, accresciuto nel tempo. In alcuni casi molto sfumato e appena accennato, si spinge in altri fino a forme di rituali e “giochi” molto elaborati e duri, con tanto di attrezzature, abbigliamento particolare, ecc. È probabile che quanto sto scrivendo tu lo sappia già. Lo ricordo innanzitutto per segnalarti che finché tutto ciò resta confinato a livello di gioco erotico condiviso, non estremo e violento, finché non assume il carattere di ossessione e di invarianza, e rimane accompagnato da momenti di tenerezza e di affetto, di comunicazione emotiva tra i partner di una coppia o anche di un incontro occasionale, può risultare solo un modo, tra gli altri, per procurarsi piacere o per mantenere viva la tensione erotica.
Certo, si potrebbe discutere degli eventuali elementi di omofobia ed immaturità presenti, anche a livello sfumato o inconsapevole, in chi, omosessuale (per un eterosessuale il discorso sarebbe diverso), desidera essere umiliato, frustato, picchiato da un altra persona del suo stesso orientamento affettivo-sessuale… E immaginerei qui le facce disgustate e scettiche di tutti i giovinetti efebici che si sentono davvero amati solo nel vedersi spegnere le sigarette addosso! Si potrebbe in alternativa considerare l’eventuale omofobia di chi invece desidera umiliare, legare, torturare, suppliziare… E mi figurerei nella mente allora le facce nauseate e ciniche di chi si sente vero maschio soltanto attaccando con i piedi al lampadario la “giovane preda” ed usandola come stuoino! Penserebbe che sono lo psicoterapeuta bacchettone ed inibito di turno. Si sa, noi psicologi (o almeno alcuni componenti della categoria) ci roviniamo la vita con mille dubbi, interrogandoci eccessivamente sui presumibili altrui problemi e volendo ostinarci a parlare di contatto, di scambio, di reciprocità, di comunicazione nei rapporti di coppia… Quindi, per non far scappare da quanto scrivo tutti gli utenti slave e master, liberi di essere felici così come credono, decido di lasciare i “ma” e i “forse”, limitandomi a confermare che i comportamenti sessuali di cui sopra non sono di per sé affatto patologici.
E tanto meno le tue fantasie e i tuoi desideri di sottomissione, caro amico!
Questi desideri possono essere presenti, come altri, in persone che vivono serenamente la sessualità e l’affettività, possono essere un modo per esempio di dire al partner con forza: “Sono totalmente tuo!”, “Ti appartengo”, “Voglio esprimermi così come sento, voglio fidarmi di te!”… Tutto dipende insomma dal grado di rigidità o meno del vissuto e dell’esperienza. I giochi erotici fantasiosi, nei quali i partner si identificano in ruoli insoliti ed estremi, possono essere perfino consigliati quando è necessario rivitalizzare un menage intiepidito (un’unica necessaria raccomandazione già fatta altrove a questo proposito: mai considerare la sessualità un aspetto “slegato dal resto”: noi siamo un “tutto”!). Quello che si fa, consensualmente, con serenità e piacere, nel rispetto reciproco, senza crudeltà inutili, e senza coinvolgere chi non è in grado per definizione di scegliere e proteggersi, in una camera da letto (o in qualsiasi altro posto), è questione che compete solo i due amanti. E non indica necessariamente problemi emotivi ed immaturità.
Per dubbi ulteriori scrivimi ancora.
Saluti
Giuseppe Iaculo

di Giuseppe Iaculo

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