DICHIARARSI, CHE BOMBA!

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In un paese di provincia, fare coming out può essere percepito come un evento troppo clamoroso per essere afforntato. L'esperto aiuta a ridimensionare la visione.

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Ciao non so da dove iniziare per presentarmi. Da qualche parte devo iniziare: io ho scoperto tardi la mia omosessualità e questo certamente non mi ha aiutato. Io vivo in paese di provincia dove ci si conosce tutti e dove sono riuscito ad impormi a livello professionale: questo ha creato intorno a me un clima tra invidia e simpatia creandomi dei problemi visto che ora mi è difficile dire quali sono i miei sentimenti. Purtroppo sono considerato anche un donnaiolo, cosa che a me non importa niente visto che la mia attrazione è per altro.
Ora la mia domanda è questa: come posso uscire allo scoperto senza creare un boato intorno a me? I miei genitori non sanno niente quasi nessuno conosce la mia vera identità questo e un altro problema. Come posso dirlo senza creare dolore ad altre persone? Forse, come mi e stato consigliato, devo tenere separato quello che è la mia vita privata rispetto a quella pubblica? Cosa devo fare? Nel settore professionale sono a capo di una azienda con circa 20 persone; anche con loro non sarebbe facile far accettare quello che sono realmente.
Cosa ne pensate? Ditemi voi. Grazie, buona serata.

Con piacere rispondo alla tua domanda anche perché mi ha riguardato e come gay e come professionista!
In provincia è sicuramente più difficile gestire la personale sfera intima, poi se c’è di mezzo l’omosessualità lo è ancora di più, ma tuttavia non è impossibile (puoi leggerti una mia precedente risposta qui su questa rubrica: ESSERE GAY NELLE PICCOLE CITTÀ).
Non so come mai immagini un boato attorno a te se dovessi decidere di fare coming out – perché mi sembra che sia questo che vuoi fare – boato inteso come gran baccano? Tutti che elargiranno e proliferanno la solita sfilza di pregiudizi e stereotipi sui gay (in provincia, e a seconda del luogo: frocio, ricchione, pervertito, cula, ecc.)?
Intanto vorrei invitarti a riflettere se per te, fare coming out coi genitori sia prioritario o meno. La questione “dolore”, dispiacere è spesso inevitabile, anche per quei genitori più progressisti e intellettuali, ma dopo un po’ sono superati e, anzi, di solito, il rapporto e l’intimità migliorano come pure la tua autostima.
Sul piano del sociale invece – il “boato” di solito lo fa una bomba! – e la tua omosessualità, forse non è così forte e deflagrante, magari è solo un petardo ma, a parte le battute, credo sia fondamentale il modo e i tempi con i quali ti permetterai, usando la tua parte Adulta e strutturata, che credo tu abbia, di parlare con onestà e direttamente, con persone e in contesti che tu solamente sceglierai e deciderai.
Vorrei dirti della mia esperienza, se può esserti utile: il mio stile professionale e la competenza di sapere ciò che sono, mi ha permesso di essere sempre pronto ad affrontare con serenità anche i pregiudizi più biechi e anzi, di fronte a tali situazioni scoprivo che l’altro, quando mi ponevo in maniera direi orgogliosamente autentica e immediata, apprezzavano anche se non capivano, e sicuramente mi rispettavano, per lo meno nel faccia a faccia!
In azienda, ti rispondo con una domanda: credi sia necessario dirlo? Forse lo verranno a sapere se…, ma pianificare di dirlo tua sponte che senso avrebbe? Ci sarebbe un valore aggiunto per l’azienda? Se siamo in questo campo, lo sai, è l’imprenditorialità e il marketing che la fanno da padrona!
Spero di esserti stato utile e, fammi sapere davvero come ti muoverai, ci tengo.
Dr Maurizio Palomba

di Maurizio Palomba

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