DIETE: LOTTA AI CARBOIDRATI

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Sciogliere i grassi in 15 giorni ed evitare il diabete.

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E’ vero, l’estate è ancora lontana, ma pensare in anticipo al fatidico momento nel quale arriveremo sulla spiaggia, ci toglieremo la maglietta e con nostro sommo disappunto vedremo che anche per quest’anno, non potremo senz’altro dire di fare una bella figura, potrebbe essere un buon motivo per verificare la nostra linea.

Noi di Webnutrition e di Gay.it abbiamo deciso di preparare uno speciale dedicato al problema grasso. Analizzeremo alcuni comportamenti alimentari e guarderemo in particolare a tutti quegli integratori utili per diminuire gli sforzi che dovremo fare per raggiungere l’agognata meta. Inutile dire che l’attività fisica è assolutamente importante per raggiungere qualsiasi risultato, ma per l’analisi di questo aspetto, vi rimando a prossimi articoli.

Capitolo uno. I carboidrati e i grassi.

Anche se in questo momento so di far rizzare i capelli in testa a tutti coloro che hanno decantato e declamato le virtù delle cosiddette diete ipocaloriche, ipolipidiche e ad alto tenore di carboidrati (la classica dieta mediterranea per intenderci), vi dirò – e come me la pensano diverse autorità nel campo della nutrizione – che la maggior parte dei problemi legati al sovrappeso ed a tutte le patologie ad esso collegato (diabete, colesterolemia, ipertensione, malattie cardiache, per non parlare che delle più conosciute) è da attribuirsi all’introduzione nella nostra alimentazione degli zuccheri o carboidrati semplici, quali pane, pasta, pizza, zucchero alcool e non ad un eccesso di grassi. Tutti gli studi epidemiologici, confermano che queste patologie erano sconosciute in tutte le etnie che non utilizzavano zuccheri raffinati o semplici nella loro dieta. Lo stesso accadde negli Stati Uniti dove ad esempio il Dott. Paul Dudley White, che fu il cardiologo del presidente americano Eisenhower dichiarò che nel 1920, presso l’ospedale nel quale lavorava, il Massacchussets General Hospital, non si verificò un solo caso di attacco cardiaco. Questo per dimostrare che le popolazioni che viceversa utilizzavano grandi quantità di grassi nella loro alimentazione, (ricordiamo che i primi zuccheri raffinati furono introdotti dalla grande industria, in primo luogo la Coca cola, intorno al 1890), come gli americani di inizio secolo la cui dieta era ricca di grassi animali, burro, maiale, ma era poverissima di zuccheri semplici quali pane, pasta cereali in genere, non soffrivano assolutamente di tutte le patologie che oggi sono fra le principali cause di morte nel mondo industrializzato. Questo per dire in sostanza che non è assolutamente vero che per dimagrire bisogna mangiare pochi grassi. Ma perché non dovremmo invece mangiare tanti carboidrati? La risposta è abbastanza complessa, ma per semplificare un po’ il discorso dovreste sapere alcune cose fondamentali.

1. Ogni volta che mangiamo qualcosa a base di carboidrati, innalziamo il livello di glicemia nel sangue. Per rispondere a questa condizione, il nostro organismo rilascia un ormone, l’insulina, che ha la funzione di prendere questi zuccheri e di portarli dove devono essere utilizzati. Fin qui tutto bene.

2. Sennonché, l’eccessivo uso di sostanze che il nostro organismo non è stato progettato a smaltire e metabolizzare in modo efficiente (pensiamo all’uomo delle caverne che mangiava essenzialmente grassi animali, poche bacche e frutta), porta alla lunga, insieme ad un diminuito uso di energia (leggi vita sedentaria) a quella che è comunemente chiamata insulinoresistenza. In questo stato, i carboidrati non riescono ad entrate nella fornace dove devono essere utilizzati, l’organismo allora secerne più insulina e comincia a questo punto un circolo vizioso. Dobbiamo infatti ricordare che l’insulina, oltre ad avere la funzione che ho ricordato prima, trasforma attraverso alcuni enzimi, tutto il glucosio (la forma nella quale vengono convertiti i carboidrati per essere utilizzati dall’organismo) in eccesso in acidi grassi. Da qui intuite che più insulina viene secreta, più grasso viene immagazzinato con tutte le conseguenze che potete immaginare.

3. Al contrario, le sostanze proteiche ed i grassi, hanno un bassissimo effetto sui livelli di glicemia e sull’insulina in particolare.

Okay! Okay! Abbiamo capito. Ma adesso dicci cosa dobbiamo fare.

Bene!

Tutto questo discorso per chiarirvi un poco le idee e per non procedere come caproni dietro tutti i falsi miti che ci hanno propinato per quarant’anni.

Capitolo due. La strategia

Dieta d’attacco. Quattordici giorni di dieta a basso contenuto di carboidrati. Parliamo di 20 – 30 gr massimo al giorno. Potrete mangiare tutto quello che vorrete, carne, pollo, formaggio, uova, burro ecc. ma assolutamente dovrete stare alla larga dai carboidrati, in particolare pasta, pane, cereali, legumi alcool, frutta, dolci, merendine, bibite, zucchero ecc. Dopo i primi due giorni in cui vi sentirete deboli, l’organismo si abituerà ed incomincerà ad utilizzare, in mancanza di glucosio, i grassi per soddisfare le esigenze energetiche dell’organismo. In questa fase oltretutto non sentirete assolutamente il senso di fame. Ricordatevi di fare spuntini frequenti e di mangiare della verdura.

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