DOLCEZZE GAY

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Arriva la prima pasticceria gay italiana!

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«Se mi viene il tic, lo mangio subtio» cantava la splendida Mina in "Bignè", esaltando con arguti doppi sensi la stretta connessione che c’è tra golosità e piacere sessuale.

Una connessione che non è estranea al mondo gay, che può a ragione considerarsi un intenditore dell’una e dell’altra cosa. L’unica ragione per cui un gay può rinunciare alla golosità, è la paura di perdere la linea, ma anche in quel caso, in occasioni particolari, liete o particolarmente tragiche, come rinunciare a passare un pomeriggio eccitando il proprio palato seduti a un tavolino della più fornita pasticceria della città?

Pensate a quegli indimenticabili pomeriggi, quando avete raccontato al vostro amico del cuore la fine della vostra ultima love story, consolandovi con una successione di èclaire, profiteroles, cannoli siciliani e biscotti al burro. Cosa c’è di più sublime di un momento di intimità condiviso davanti a un bigné che sprizza crema chantilly da tutte le parti?

Insomma, la pasticceria è un regno gay! Non c’è da meravigliarsi se qualcuno, allora, ha pensato di realizzare la prima pasticceria gay italiana (almeno, di cui si abbia notizia).

Il fatto è successo a Torino, dove una fornitissima e chiccosissima pasticceria, specializzata in biscotti da the, torta Sacher e giandujotti, ha deciso di fregiarsi del titolo di "pasticceria gay". E perché no? Ormai, dopo i bar gay e le discoteche gay, abbiamo anche i parrucchieri gay, gli alberghi gay, e non tarderanno a farsi avanti gli idraulici gay, o le edicole gay… Ma della pasticceria gay, diciamolo, si sentiva la mancanza!

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