ELOGIO DELLA DIMENTICANZA:

di

Scordare il passato aiuta a vivere meglio e più leggeri

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Chi ha buona memoria ha un carattere chiuso, triste, e opprime il prossimo con citazioni e sentenze. Gli smemorati, invece, sono portati all"allegria, alla tolleranza e alla spensieratezza.

Così scriveva in un suo articolo Gino Nebiolo dopo aver incontrato il professor Cyrille Koupernik, grande psichiatra di origine russa, luminare nel campo di malattie come l"anoressia e la bulimia, umanista e umorista.

Partendo dal presupposto che la memoria è il serbatoio, il deposito delle nostre conoscenze ed esperienze, perdere la memoria significa perdere la chiave del magazzino. Nebiolo dice che non è certo questo che avrebbe voluto, ma se gli fosse venuto di perdere la chiave di qualche reparto di quello sterminato magazzino, non si sarebbe rammaricato, anzi, ne avrebbe addirittura provato piacere. Nel corso del tempo si è passati dalla cucchiaiata di olio di fegato di merluzzo, all"olio di ricino, alle pillole di fosforo, fino alle scoperte della sintesi chimica e, in estremi casi, a quella chirurgia che va a stimolare il lobo del cervello dedicato, appunto, alla memoria, e tutto per poter ricordare di più. Ci si chiede a che servirà mai tanta memoria oggigiorno, che alle biblioteche, ai libri, agli archivi e alle emeroteche possiamo aggiungere quel grande contenitore che è INTERNET, il quale, supportato dal ritrovato dell"elettronica chiamato RAM, in grado di espandere la memoria dei computer, è diventato logisticamente insostituibile.

Durante la conversazione avvenuta a Parigi, tra Nebiolo e Koupernik, quest"ultimo affermò che ricordare lo infastidiva, e disse che l"episodio dell"uovo di Dante – in cui si racconta che durante una festa un fiorentino avrebbe voluto sapere dal sommo poeta come gli piacevano le uova e siccome per una qualche ragione Dante non poté rispondere, parecchi anni dopo, imbattutosi per caso nel compaesano e senza che questi l"avesse riconosciuto, rispose: "Con il sale" – è una sciocca invenzione.

"Impossibile" disse il professore. "Dante era un genio e i geni non hanno molta memoria. La troppa memoria nuoce alla creatività, porta a copiare, a imitare, ad attingere a fondi altrui e non ai propri, e ne limita l"audacia e la libertà del pensiero. Un uomo di poca memoria dovrebbe compiacersene, dal momento che questo lo rende più attento a meditare".

Io sono una di queste. Non ho troppa memoria e non sono neppure un genio, ma mi consola sapere che i miei buchi alimentano nuove fantasie che poi si riflettono sulla mia creatività. Immaginare è diventato sempre più difficile. Abbiamo tutto a portata di mano. Una serie d"informazioni segue un"altra serie d"informazioni che riportano a altre visioni e non c"è tempo, non abbiamo più il tempo di pensare, dobbiamo solo scegliere. INTERNET è un"infinita scatola cinese che ci permette di stravolgere le nostre abitudini mentali e quasi c"impone di prendere in seria considerazione la teoria del professor Cyrille Koupernik: dimenticare per poter tornare a ricreare con gioia e buon umore. Lasciare che la mente si svuoti del superfluo. E se ci si accorge che tanto superfluo non era, niente paura, la modernità permette a ognuno di noi di recuperare la perdità, e forse ve la restituirà ancora più chiara. Secondo il professore, gli smemorati non sono degli incoscienti, ma piuttosto dei sognatori. Non è forse nel sonno che si va a cercare l"oblio degli affanni quotidiani? Che dimenticare sia non soltanto un bene ma un dovere lo comanda perfino la religione, quando insegna a scordare i torti e le offese. Perdonarli non basta: occorre dimenticarli. Anche un filosofo illuminato come Jean-Jacques Rousseau affermava, esagerando un poco, di non trovare altro di buono nella vita che ciò che la fa dimenticare.

"La grande scrittrice Marguerite Yourcenar" continuò Koupernik "andava in giro nei bei salotti e nelle redazioni a sparlare di Eugène Jonesco, l"impareggiabile autore di tante commedie surreali. Quando le venne la voglia di candidarsi all"Accademia di Francia, fece il giro degli accademici più influenti e tra questi dovette rassegnarsi di visitare anche Jonesco. Egli la accolse con estrema gentilezza, assicurandole tutto il suo appoggio e nel congedarla le mormorò all"orecchio: Come vede, cara amica, invecchiando si perde la memoria".

La legge dell"oblio, cosiddetta dagli scenziati, è un esperimento in cui ti fanno imparare una serie omogenea di numeri. Un"ora dopo un"altra serie. Una dopo un"altra ancora e così via. Interrogato a distanza di tempo vedrai che la memoria ha ritenuto meglio ciò che hai imparato per primo e tende a dimenticare le cose apprese in seguito. E" stato anche constatato che se prendi una gran botta sul cranio e sopravviene uno stato progressivo di amnesia, dapprima si perdono i ricordi più recenti, poi i più remoti.

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