GAY, CHIESA E LIBERTÀ DI COSCIENZA

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Alcuni teologi riconoscono il predominio della coscienza sulla dottrina, nelle scelte morali: ma l'ingerenza della Chiesa non è affatto aggirata...

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Carissimi,

leggendo un documento in rete di un bravissimo teologo cattolico, che mi illuminato di grande speranza, sono venuto a conoscenza del fatto che per la Chiesa di Roma in ambito morale non vi sono dogmi, e che per San Tommaso in caso di contraddizione tra coscienza e Chiesa (preceptum prelati) è la Coscienza, che è voce dello Spirito Santo, che dev’essere ascoltata, come voce di Dio, e pretendere di superarla è un peccato contro lo Spirito Santo per cui non esiste remissione come Cristo ha detto. Vorrei sapere cosa ne pensate su questo punto, anche considerando che sempre secondo S. Tommaso l’uomo può essere aiutato in tutto da un altro uomo, tranne che per la procreazione; e inoltre: siamo sicuri che la c.d. legge naturale non comprenda anche l’omosessualità? E la castità è astinenza dai rapporti sessuali o c’è, come per questo teologo, un altro modo di intendere la "castità" che per gli omosessuali è forzata e non scelta? Grazie e a presto per altre innumerevoli domande!

Vittorio

Caro Vittorio,

nella teologia morale cattolica le solenni dichiarazioni a favore della coscienza e della libertà di coscienza si contano a centinaia. Il numero 1782 del Catechismo della chiesa cattolica recita testualmente: "L’uomo ha il diritto di agire in coscienza e libertà, per prendere personalmente le decisioni morali. L’uomo non deve essere costretto ad agire contro la sua coscienza. Ma non si deve nemmeno impedirgli di operare in conformità ad essa, soprattutto in campo religioso" (ivi pag. 456).

Ma non lasciarti ingannare dalle altisonanti dichiarazioni del magistero che, poche righe dopo, sottolinea che nella formazione della coscienza siamo "guidati dall’insegnamento certo della Chiesa" (pag. 456).

Hai ragione: la via della "vita nuova" ci è indicata dalle Scritture e Tommaso d’Aquino non è certo il primo ad affermare la priorità della coscienza, la sua normatività in caso di contraddizione tra coscienza e precetto eccelsiastico. Ma in realtà costrizione e violazione della coscienza, oppressione e manipolazione delle coscienze sono state nei secoli (e sono tuttora molto spesso) pratica costante delle gerarchie cattoliche.

Ma non c’è da affaticarsi a rovistare nei secoli passati. Quando io ero ragazzo ci martellavano dicendo che la masturbazione era peccato: cosa che ora ovviamente nessuno oserebbe più insegnare. Fino a pochi anni fa era colpevolizzata la contraccezione e si proibivano sia la pillola che il preservativo. Pensa quali sensi di colpa si sono coltivati e "iniettati" rispetto ai comportamenti omosessuali, alle convivenze, alle seconde nozze e ai rapporti prematrimoniali.

La lista potrebbe continuare. Negli anni 1948-’50…bastava essere comunista per essere uno fuori della comunione ecclesiale.

Come vedi, caro Vittorio, sono poi le "regole" che vengono imposte come volontà di Dio che "contano chiaro". E, stando a questi fatti, anche in campo morale, la gerarchia ha fabbricato i suoi dogmi, chiamandoli con altro nome. Ma la sostanza è quella, purtroppo.

Quasi trent’anni fa il teologo Ambrogio Valsecchi pubblicò il volume "Giudicare da sè" (Edizioni Gribaudi) che, con tutti gli studi di B. Haering, di Leandro Rossi, di G.A. Palo, M. Vidal, F. Boeckle e tantissimi altri segnò un rinnovamento, anzi una vera e propria "rivoluzione" morale in seno alla chiesa cattolica a partire dal superamento della concezione di "natura" e "legge naturale" viste come statiche, fisse, astoriche.

Castità? Essa è vissuta là dove davvero si ama. Se tu sei omosessuale, vivi la tua realtà con gioia e gratitudine a Dio. Se nel tuo amore c’è sentimento, tenerezza, corporeità, intimità, rispetto non hai da negarti nulla di ciò che il tuo cuore e il tuo corpo desiderano. Diffida di chi ti chiede l’astinenza e te la "vende" come esigenza di castità. Quell’amore che parte da un cuore sincero, responsabile e onesto è sempre casto.

Vuoi leggerti un passo biblico davvero liberante e responsabilizzante? Prendi il Vangelo di Luca (12, 54-57). E’ bello, è necessario confrontarsi, ma poi…" Perchè non giudicate da voi stessi quanto è giusto?"

Ti auguro di sentirti tra le braccia di Dio, coccolato e sollecitato dal suo amore, liberato dai pregiudizi e dalle catene interiori. Ti abbraccio

Don Franco Barbero

di Franco Barbero

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